Sono sempre stato un amante dei bambini. Oltre a questa naturale predisposizione, mi e’ sempre sembrato un atto dovuto nei confronti di chi ha avuto una pazienza mostruosa nei miei confronti. Mia madre ha rischiato di vincere per ben due volte il Nobel per la pace, una volta classificandosi addirittura seconda dietro Gandhi, in una finale chiaramente pilotata.
Tutto questo prima di venire in Australia.
Infatti se da piccolo in Italia passavo per un eccezione, qui sarei uno dei tanti. Perche’ i ragazzini australiani non si limitano semplicemente ad essere scatenati. Sono posseduti. Tutti.
E quale osservatorio migliore di una pizzeria per queste piccole pesti ?
Qui si cena presto, a volte anche per le 17.30-18.00. E cosi’ spesso i bambini da poco usciti da scuola arrivano con i loro zaini e migliaia di pennarelli/pastelli/quadernoni con i quali iniziano ad inondare i tavoli (apparecchiati) e a giocare/disegnare/colorare.
Ma non e’ solo quello, non si limitano solamente a colorare…
Ragazzini che giocano per terra, che gattonano sotto ai tavoli (spesso non loro), macchinine, camion e giocattoli sparpagliati OVUNQUE per tutta la sala. Il tutto ovviamente strillando, perche’ senno’ il divertimento perde del 70%. Una volta ho visto un genitore avere la geniale idea di portarsi appresso una di quelle coperte da stendere sul pavimento, quelle con i giochi attaccati sopra.
Che poi non si accontentano di giocare con le fottute macchinine, loro pensano in grande… una volta un bambino stava giocando con “l’allegra betoniera”, grossa quanto una scatola di scarpe!
Sembrerebbe quindi che la tipica filosofia australiana dell’ “Easy goin’ ” degli adulti abbia radici profonde, che nasce e viene alimentata direttamente nella loro infanzia. Qui infatti e’ come se i bambini fossero allevati come tanti piccoli Tarzan, con poche e semplici regole di sopravvivenza.
Il motto dei genitori australiani sembra quasi dire “Andate e scatenatevi. Noi staremo a guardare.”
Difatti il tipico genitore australiano rimane impassibile (e forse anche segretamente compiaciuto) delle gesta del suo piccolo portatore di catastrofi. E mentre in Italia il genitore medio si darebbe da fare per cercare di limitare un eccessivo entusiasmo o eventualmente scusandosi di eventuali danni e/o disastri causati, qui invece il genitore medio ti guarda (infastidito) sembrando quasi volerti dire “E allora? E’ solo un bambino! Lasciagli far esplodere quello che gli pare!”
Ma i pericoli non sono finiti qui. Una delle prime regole inculcatemi a lavoro, e’ quella che appena queste tenere creature si siedono a tavola, di togliergli IMMEDIATAMENTE il coltello di fronte a lui, perche’ incredibile ma vero (si accettano scommesse) 97 volte su 100 cerchera’ di:
a) Intagliare il tavolo
b) Colpire il genitore (che rimane comunque felice per la vivacita’ del pargolo)
c) Colpire il cameriere
d) Agitare freneticamente il coltello in aria, in un incrocio tra zorro ed un direttore d’orchestra
Nel caso invece delle rimanenti 3 volte su 100, probabilmente l’unica spiegazione plausibile e’ che il bambino e’ stato sedato poco prima di entrare.
Se qui siamo invasi da bambini piuttosto che da cavallette, c’e’ anche un altro motivo.
Mentre in Italia le coppie per fare 1/4 di bambino (nel mio caso mia madre deve ancora finire di pagare il cervello) devono fare complicati calcoli di economia domestica e chiedere prestiti per i successivi 20 anni, qui in Australia il palese benessere economico si riflette anche su questo, e non a caso quindi si possono notare moltissime donne incinta rispetto che da noi.
C’e’ un ultima curiosita’ che riguarda la cultura australiana, e non manchera’ di sorprendere la maggior parte di voi. Non e’ cosa inusuale infatti vedere un genitore portare il bambino al ristorante per cena vestito direttamente col pigiama (!!). Cosi’ una volta a casa va subito a letto. Grandiosi.
Lo so che sembra un’altra cazzata delle mie, ma e’ la pura verita’. Questa e’ l’ennesima e abissale differenza sul nostro modo di vedere l’igiene rispetto alla cultura anglosassone.
Se quindi un giorno anche voi doveste raggiungere la terra dei canguri, vi invito a presentarvi in un qualsiasi ristorante in ciabatte e pigiama. Non solo potrete passare per una persona “giovane dentro”, ma a parte l’indubbia comodita’, sarete anche autorizzati a far sfrecciare le vostre macchinine per tutto il ristorante, sotto lo sguardo compiaciuto di mamme e papa’ (a parte lo sguardo omicida di qualche cameriere).
Ok rieccomi.
Tanti anni fa c’era una pubblicita che faceva cosi’…
Da oggi prendono il via le olimpiadi di Pechino 2008, in una data (08/08/08) all’insegna appunto del numero 8, numero simbolo per la cultura cinese di fortuna benessere e prosperità.
Quello che ogni tanto qualcuno di voi si chiede, e’ che diavolo faccio per campare qui in Australia.
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