Dec 31

Ho passato la mia infanzia a montare le sorpresine degli ovetti Kinder. Poi pero’ c’e’ stato l’avvento delle Tartallegre, anche se non so se sia stato piu’ un bene o un male.
Ho passato l’infanzia delle mie cuginette a montare intere case di Barbie. Tutte le vigilie di Natale passando ore ed ore tra pezzetti di bagno e micropentole. Poi pero’ le mie cugine hanno iniziato a chiedere telefoni cellulari ed io ho pensato fosse tutto finito.
Fino a che non ho avuto questa bella idea di venire in Australia, pensando a spiagge e mare. E invece mi son messo a giocare al piccolo carpentiere.
Pero’ avro’ anche passato due giorni a montare mobili (e probabilmente da oggi in poi la notte sognero’ brucole giganti che tentano di sodomizzarmi), ma finalmente posso dire di abitare in una casa vera, anche se dovro’ dare nuovamente una bella ripulita dato che adesso puzza come una falegnameria.
La prima cosa che ho montato?
Una sedia. E mi son sentito come il tizio che ha inventato la ruota.
Dopo essermi seduto per giorni esclusivamente o per terra sul materassino o sui treni, per me e’ stato come scoprire una nuova frontiera tecnologica. Avevo il futuro sotto il culo. Fantastico.
Cosicche’, mi sono seduto, ho accavallato lentamente una gamba, sospirando ho gettato a terra la brucola, e son rimasto cosi’ un quindici minuti. Si, credo di essermi tipo resettato o qualcosa del genere, boh non saprei.
Dopodiche’ mi son detto: Ok iniziamo!
E cosi’ e’ stato per due giorni. Ho accumulato ben 6 (sei!) sacchi della mondezza (quelli neri giganti se avete presente) pieni di cartone, plastica e polistirolo.
C’e’ da dire anche che son rimasto piuttosto sorpreso quando, a me che non succedono mai imprevisti, ho scoperto che ad un pezzo di scrivania mancavano dei buchi indispensabili per il montaggio. Cosi’ di domenica, mentre la gente nell’ennesima splendida giornata se ne stava al mare, io invece che amo distinguermi, andavo ad impratichire il mio inglese all’Ikea tra reclami e sostituzione pezzi, il tutto gironzolando sotto il sole cocente con sto pezzo di tavola appresso (4 ore per andare, cambiare e tornare!!).
Alla fine comunque hanno preso vita un letto, un armadio, una cassettiera, una scrivania, una libreria, un tavolo e tre sedie. Ovviamente dato il poco spazio i mobili li ho messi uno sopra l’altro. Ora dormo sopra l’armadio e per cambiarmi le mutande devo gettarmi nel vuoto da un altezza di 6 metri.
Ma la ciliegina sulla torta e’ di oggi.
Ora non vorrei far schiattare qualcuno d’invidia, pero’ adesso ho un frigo.
E lo so che ora cercherete di nascondere la palese invidia sminuendo l’evento, “il mio e’ piu’ grosso” o “perche’ un amico di mio cugino ci ha installato Windows”…
No mi spiace, ma il mio frigo e’ il mio frigo. Non vorrei esagerare ma credo sia addirittura simpatico, anche se non parla molto. Poi e’ piccolo, economico, pratico e funzionale.
Ah, e soprattutto e’ ancora vuoto.

Dec 29

Oggi non voglio parlarvi del calciatore Michael Owen, come qualche ignorantone analfabeta di voi poteva pensare, bensi’ del forno, appunto in inglese “oven”. Mi piace mettere questi titoli in inglese cosicche’ la maggior parte di voi grazie a me, possa erudirsi con le lingue :)
Giorni fa non vi ho detto che la cucina in realta’ e’ stata pulita in ben due sessioni, in cui alla fine, invece del dolce mi ero lasciato proprio lui, il forno. Un po’ come i duelli finali coi cattivi dei film.
Devo dire che giorno dopo giorno rivaluto la figura delle nostre mamme… ma come fanno?
Ci son dei dietro le quinte domestici che talvolta scopro esser scenari agghiaccianti.
A parte l’oggettiva difficolta’ nella pulizia di questo arnese che molto probabilmente neanche usero’ mai (difatti inizialmente avevo pensato di sigillarlo col saldatore per risparmiare tempo), c’e’ da dire poi che solo il fatto di raschiare grasso e sporco fatto da sconosciuti, ha aggiunto un non so che di inquietante in questa ulteriore faccenda domestica.
Ma oramai il piu’ e’ fatto e dopo litri di detersivi e soprattutto di sudore versati (tranquilli, non ho pulito pure con quello) posso dire che la mia casetta inizia a rispecchiare come un gioiello.
Ed io voglio il meglio per la mia casetta, perche’ merita… come d’altronde io!
E per questo ieri sono andato all’Ikea…
Ora vorrei dire a tutti quelli che gia’ stanno storcendo il naso di non credere al luogo comune sulla qualita’ dei prodotti. L’Ikea non e’ piu’ quella di una volta ragazzi! E’ cambiata, oramai da anni vende prodotti efficienti, raffinati, solidi e durevoli nel tempo… si vabbe’.
E’ vero pero’ il fatto che all’Ikea ci sono dei prodotti buoni, ed altri meno… io nel dubbio, tranne le mutande ho preso tutto li.
Comunque l’Ikea mi piace perche’ e’ uguale in tutte le parti del mondo. Si perche’ praticamente DOVUNQUE vado riesco a perdermi, prendo involontariamente scorciatoie, salto pezzi di percorso e finisco per andare contromano (ci sono le frecce a terra).
Ma dopo tanto vagabondare per giorni (un sopralluogo giovedi, piu’ due volte solo ieri) alla fine ho comprato (e soprattutto ho trovato) tutto il necessario.
In effetti finora e’ stato il posto che ho visitato di piu’ dopo l’Hyde Park. Avrei pure mandato qualche cartolina ma non ne vendevano.
Ieri comunque e’ stata in assoluto la giornata piu’ faticosa fatta finora. Solo accumulare da solo tutti quei mobili sul carrello e’ stato massacrante. Inoltre, dopo un secondo giro, son tornato a casa con altri due bustoni pieni zeppi di roba, ma la sera ho addirittura cenato con le posate!
Oggi mi portano i mobili, spero in tempi brevissimi di montare tutto. Peccato perche’ la giornata odierna e’ splendida, caldo e zero nuvole in cielo, il mare sarebbe stato l’ideale.
Pazienza ma il tempo corre, ed io dopo capodanno devo essere pronto perche’ si comincia davvero…
E per il mare mi rifaro’ piu’ in la’, tanto qua e’ ancora giugno (ops dicembre eheheh).

Dec 26

Ancora a corto di internet, vi scrivo ancora una volta dal solito internet point vicino casa.
Come avete passato le feste?
Io come quando da bambino trovavo sotto l’albero qualche bel robot giocattolo: meravigliosamente.
Come gia detto in precedenza, ho trovato una casa. Ma ho tralasciato un po’ di dettagli che ora vi vado a spiegare.
In Australia, sono rarissime le case che vengono affittate “Fully furnished” (cioe’ arredate). Quasi tutte le case infatti le trovate “No furnished” (cioe’ NON arredate). Vuote insomma, a parte bagno e cucina.
Sta di fatto che in questo momento non ci sono mobili, nussun tavolo e nessuna sedia, sono senza frigo, dormo su un materassino, i miei trolley sono buttati semi-aperti in un angolo della casa (cercando di simulare un armadio) e il portatile lo uso poggiato sulla scatola di un frullatore.
Detto questo… il mio Natale?
Be’ ho passato la vigilia a comprare tutto il necessario per la casa (i mobili li cerco da domani), facendo avanti ed indietro con poche buste della spesa alla volta.
Ovviamente le priorita’ sono stati per i prodotti per la pulizia, e in secondo luogo per mangiare. E non avendo ne carta ne penna per buttare giu’ uno straccio di lista ho OVVIAMENTE ho dimenticato qualcosa. Ma andiamo per ordine.
Pomeriggio dedicato esclusivamente allo shopping. La sera non ho mangiato a casa perche’ avevo dimenticato di comprato sia le posate, sia gli utensili per cucinare (mi avevano consigliato di usare la punta di una scarpa da ginnastica per girare il riso ma non mi sono fidato).
Quindi verso le 22, ancora a digiuno e mentre raggiungevo Manuel e dei suoi amici in un locale davanti l’Opera House, essendo chiusi tutti gli altri posti mangerecci, mi sono concesso il lusso di un megacenone della vigilia di Natale all’Hungry Jack’s.
La serata e’ comunque stata piacevolissima, piena di gente per strada e con un clima fantastico. Dopo aver cambiato tre locali diversi, alle 4 sono tornato a casa in taxi, perche’ poi nel frattempo ha iniziato a diluviare.
Il giorno di Natale mi sono alzato alle 13, ancora rinco e ancora senza posate.
Essendo pure a corto di viveri (ebbene si, il vostro eroe ha fatto una cazzata e ha pensato troppo a detersivi, pentole e una marea di roba utile ma non commestibile), il mio genio organizzativo si e’ messo subito all’opera razionalizzando e distribuendo le poche scorte per il resto della giornata (la missione era arrivare a stamattina che riaprivano i supermarket): pranzo/colazione di Natale con cereali frullati nel succo d’arancia (il frullatore pero’, una volta preparato tutto, ho scoperto che era rotto, quindi ho finito per mangiare sto pappone con le mani come un vero pezzente).
Smodatamente sazio e al contempo compiaciuto di me stesso, sprizzando energia da tutti i pori, ho pensato di rilassarmi un altro po’ sul letto (ops, sul materassino).
Sono invece entrato subito in coma profondo.
Finalmente alle 16, nuovamente sveglio, in piedi ed affamato, ho fatto merenda con una banana e succo d’arancia. A seguire, pulizia selvaggia della cucina fino a tarda sera.
Cena con quattro toast contati (mi erano avanzati solo quelli dall’ostello) insieme a due scatolette di tonno aperte e scolate nel lavandino, il tutto mangiato sempre con le mani e (dimenticavo) sempre in piedi in cucina (i barboni almeno mangiano seduti, io manco quello).
Serata conclusasi con un bel film in prima visione sul portatile (Forrest Gump) e poi finalmente a nanna.
A qualcuno (anzi no a tutti) potrebbe sembrare un Natale un po’ triste, ed invece vi assicuro che per me e’ stato un Natale molto significativo. Sono soddisfattissimo per quello che sono riuscito a fare finora. So che la strada e’ lunga ed ho ancora un mucchio di cose da fare, ma sono carico e pieno di entusiasmo. E soprattutto mi sento felice. I Natali tristi vi assicuro che sono altri…
Si perche’ la cosa buffa e’ proprio questa. Se qualcuno mi chiedesse come ho passato questo Natale io risponderei proprio cosi’: meravigliosamente.
E senza robot sotto l’albero.
Cazzo, forse sto davvero diventando uno straccione…

Dec 24

Oggi uno spartano ed essenziale aggiornamento, senza foto ma con una news importante.
Allora ora lo posso dire: ho trovato una casa.
In realta’ l’avevo gia trovata giovedi scorso, ma tra mille problemi e complicazioni ho chiuso l’affare dopo un paio di giorni. Ho aspettato a dirvelo perche’ un po’ per scaramanzia e un po’ per farvi una sorpresa, e tra l’altro me l’hanno consegnata oggi.
Insomma com’e’ sta casa??
La casa e’ bellissima, uno splendido monolocale di una trentina di mq, senza l’odiatissima moquette (che qui ha l’80% degli appartamenti), bagno e cucina nuovi.
Ma la chicca e’ la zona: e’ ina zona che a roma definiremmo residenziale, alberi e tranquillita’ tutto intorno, ma a soli 7 minuti dalla metro di Kings Cross, palestra, ed un INTERO quartiere di locali che lasera e’ unodei piu’ movimentatidi sydney.
Ora vi lascio,che l’internet point sta chiudendo e c’e’ uno che m’ha sparato un 5-6 frasi in inglese che ho paura a tradurre, ci risentiremo non appena avro’ di nuovo una connessione (non sono piu’ in ostello) e soprattutto quando passeranno questi giorni natalizi.
Auguri a tutti!

Dec 23

Oggi avendo a disposizione un’intera e splendida giornata di sole per bighellonare, ho dedicato il mio prezioso tempo in terra australiana al vero capolavoro botanico di Sydney: i Royal Botanic Gardens.
Si perche’ se ho paragonato l’Hyde Park ad un piccolo gioiello botanico, quest’ultimi sono un vero e proprio scrigno di pietre preziose.
Nati nel 1816 questi cosidetti “giardini” (mi ci e’ voluta una giornata e mezza per girare tutta l’area), piu’ che ad un enorme parco credo di poterlo paragonare ad un GIGANTESCO museo floreale. Difatti tutte le piante ed alberi sono scrupolosamente contrassegnate con targhette e nomi.
La cosa che piu’ mi ha sbalordito e’ che, mentre in Italia avrebbero messo dappertutto cartelli raffiguranti mitra kalashnikov, filo spinato attorno alle aiuole e una camionetta di vigili urbani presso ogni fontana, qua addirittura in tutti i cartelli di benvenuto ad ogni entrata invitano a camminare sull’erba (con tanto di please!!), annusare le rose, parlare agli uccelli, abbracciare gli alberi e fare picnic sul prato.
E non sto scherzando, vedere le foto per credere…
All’interno, oltre a numerose specie di piante del Pacifico del Sud, alcune specie di piante tropicali custodite nelle serre Arc e Pyramid, una zona con una colonia di “pipistrelli della frutta a testa grigia” (li’ in mezzo con tutti quei versi sembrava di stare in una giungla), c’era una cosa di cui avevo letto ed ero molto curioso di vedere, ma che mi era sfuggita durante la mia prima visita.
La First Farm - la prima fattoria (nelle foto e’quella con il cartello “Cadi Jam Ora – First Encounters), che venne creata nel 1788 dai primi coloni che sbarcarono sul suolo australiano. Di per se non e’ granche’, e’ solo un modesto orto, ma trovo affascinante veder conservato il punto esatto e quello che rimane della prima fonte di sostentamento dei coloni, che crearono dal nulla in mezzo a un terreno allora selvaggio ed ancora incoltivato.
Ah, non so se avete presente la classica foto dell’Opera House con alla sua destra l’Harbour Bridge, che spiccano entrambi al centro dell’intera baia: uno dei punti panoramici piu’ belli di tutta Sydney e’ proprio qui, nell’estrema punta a nord-est dei giardini (il punto esatto si chiama Mrs. Macquarie’s Chairs).
Cmq dopo aver camminato per ore ed ore, e dopo essermi rifocillato a dovere, complice il caldo e la pancia piena, mi sono sdraiato anch’io in perfetto barbone-style a sonnecchiare in mezzo al prato come tutti. Avro’ dormito per circa un oretta sotto al sole… una vera goduria.
La prox volta tornero’ sicuramente attrezzato con una coperta da pic-nic, qualche panino e un libro, e trascorrero’ l’intera giornata ad annusare rose ed abbracciare alberi (di parlare agli uccelli meglio evitare senno’ le battute si sprecano).