Jul 12

C’e’ un altra ragione per la quale sono stato a Bali per le vacanze “uscendo”, anche se temporaneamente, dal territtorio australiano: l’ho fatto per rinnovare ulteriormente la mia Medicare. E’ stata anche una vacanza strategica.

Innanzitutto per tutti quelli che non lo sapessero Medicare e’ il sistema sanitario australiano, che tra l’altro si dice sia uno dei migliori sistemi sanitari nazionali del mondo. Non so quanto sia vero, non e’ che abbia tutta questa grande esperienza a riguardo. So solo che mesi fa per bruciarmi una piccola verruca che mi stava spuntando su un dito, per entrare, registrarmi, attendere, fare la visita preliminare, attendere nuovamente, fare la bruciatura con l’azoto ed uscire ci ho messo 28 MINUTI!!! Senza pagare nulla.
Ma torniamo a noi. Tra Italia ed Australia vige un accordo sanitario di reciprocità (un accordo tipo quello dei Working Holiday Visa, valido per entrambi i cittadini). L’accordo sanitario di reciprocità copre assistenza urgente. Significa l’assistenza in caso di incidenti o di malattia non prevista che necessita trattamento e cura prima del ritorno in Italia.
Per gli italiani muniti di visto turistico, oppure di Working Holiday Visa, la copertura sanitaria nazionale australiana è di sei mesi dalla data del loro ingresso in Australia (tutt’altro discorso va fatto per chi ha uno Student Visa, per il quale occorre stipulare una polizza sanitaria privata).
La richiesta va fatta una volta qui, negli appositi centri Medicare, muniti di passaporto. Ho visto qualcuno presentarsi con la carta d’identita’. Per cortesia, non fatevi prendere per il culo anche voi…
Dopo qualche giorno (o al max una settimana) vi verra’ recapitata questa card, con cui potrete usufruire degli stessi privilegi come se foste in Italia.

Ma veniamo al vero nocciolo della faccenda.
C’e’ molta confusione a riguardo. Su internet e sugli stessi forum si trovano pareri e versioni discordanti, e non si capisce davvero chi dice il vero oppure no.
Ora vi dico in realta’ come funziona davvero (l’ho appena fatto, quindi basta leggende…).
Il quesito fondamentale che si sono sempre posti tutti gli amici straccioni e’ questo: se io dopo i primi sei mesi esco e rientro dall’Australia, posso rinnovare la Medicare per altri sei mesi? La risposta e’ SI.
Lo potete fare all’infinito, finche’ morte non vi separi.
E non e’ che dovete fare qualche impiccio, come fare i vaghi, travestirvi, alterare la voce o imitare l’accento svedese come fa Fantozzi. Sul modulo mettete il numero della vostra precedente Medicare e ve ne sara’ recapitata un altra con lo STESSO numero, ovviamente con una nuova scadenza.
Un’altra leggenda e’ quella che serva un foglio che rilascia la vostra ASL in Italia, che serve appunto a farvi fare la Medicare. Cosa che io feci prima di partire.
Alcuni sostengono che serva, altri no. Io non so cosa dirvi…
Durante la prima richiesta nel centro Medicare io gliel’ho portato, e neanche me l’avevano chiesto. La seconda volta invece (un paio di settimane fa) un’impiegata me l’ha chiesto, ma io ovviamente non ce l’avevo perche tornavo da Bali e non dall’Italia. La tipa ha poi controllato sul passaporto il nuovo timbro d’ingresso e la Medicare me l’ha fatta lo stesso.
Non so quindi se le pallottole d’argento uccidano i lupi mannari, ma credo invece che la leggenda del foglio della ASL sia una stronzata. Voi comunque fatelo lo stesso.

Quindi riassumento il tutto, il mio consiglio straccione e’ questo.
Se venite qui in Australia col WHV per stare un anno, alla scadenza dei primi sei mesi invece di spendere qualche centinaia di dollari per un altra assicurazione privata, utilizzate quei soldi per farvi un viaggetto fuori dall’Australia e vedervi qualche altro posto..
Andatevene in Nuova Zelanda, in Indonesia, oppure a quel paese… basta che lasciate temporaneamente il territorio australiano.
Certo questa rimane una copertura base rispetto ad un’assicurazione privata (nella quale piu’ si paga e piu’ si ha un’ampia copertura). Non saranno quindi previsti rimborsi in caso di collisioni con astronavi o pioggie di meteoriti, ma ci si puo’ accontentare.

May 29

In mezzo a questo mare di cazzate che e’ il mio blog, oggi voglio scrivere qualcosa che spero sia utile a chi, come me in passato, e’ in cerca di informazioni sull’Australia. Vi parlero’ quindi del Working Holiday Visa.
Il Working Holiday Visa (detto anche visto di turismo-lavoro) e’ uno speciale visto frutto di un accordo bilaterale tra il governo italiano e quello australiano, che permette a chi lo ottiene di poter vivere in Australia per un anno, potendo inoltre avere la possibilita’ di studiare e/o lavorare. L’Italia e’ infatti uno dei 18 paesi nel mondo a cui l’Australia concede il WHV. Per poterlo richiedere servono pero’ avere i seguenti requisiti:
- Avere, alla data di presentazione della domanda, un’età compresa tra i 18 e i 30 anni compiuti; a scanso di qualsiasi dubbio va quindi detto che la domanda puo’ essere presentata anche il giorno prima del compimento del 31° anno di eta’.
- Avere un passaporto italiano valido per l’intero periodo del soggiorno.
- Non avere figli a carico.
- Non essere sul territorio australiano al momento della presentazione della domanda, anche se questa viene effettuata via internet.

Infatti la richiesta si puo’ fare esclusivamente compilando un modulo elettronico sul sito del governo australiano a questo indirizzo:
http://www.immi.gov.au/visitors/working-holiday/417/index.htm
Compilare il modulo e’ facile, ma in caso di difficolta’ o a scopo puramente preventivo potete fare come ho fatto io. Per soli 5 dollari posso darvi il numero di cellulare dello Zio Uolter, che in cambio di una scodella di pasta e una pacca sulla spalla, tra un sito porno e l’altro supervisionera’ l’esatta compilazione della domanda in lingua inglese.
Mentre compilate il modulo dovrete avere una carta di credito appresso, con cui pagare la tassa australiana di 190 dollari aus (sono poco meno di 120 euro).
Va detto che, pagando in anticipo, in caso di un ipotetico rifiuto perderete ovviamente i soldi della tassa.
I tempi tecnici vanno da un giorno fino a 2 settimane (ma solo in caso di problemi) per la risposta. Difatti quest’ultima arriva solitamente entro un paio di giorni.
Dal giorno in cui vi arriva la risposta via mail avrete un anno di tempo per poter ENTRARE in Australia, e una volta entrati un altro anno di tempo per poter RESTARE.
La risposta comunque non e’ altri che una mail. Stampatela e presentatevi con quella in aeroporto. Il visto vero e proprio vi verra’ stampato su uno sticker e applicato sul passaporto direttamente li’.
A tal proposito vi consiglio di accertarvi che vi applichino il WHV in aeroporto, perche’ a molte persone vengono timbrati i passaporti e fatti entrare senza dire nulla. E una volta in Australia vi tocca poi andare a prenderlo in un apposito ufficio (perdete solamente una mezza mattinata, niente di che, pero’ e’ un’inutile sbattimento in piu’).

Il WHV ha pero’ alcune limitazioni per quanto riguarda il lavoro e lo studio, perche’ la ragione principale del vostro soggiorno dovrebbe rimanere (almeno in teoria) quella del turismo.
Per quanto riguarda lo studio potete frequentare qualsiasi tipo di corso (lingue, cucina o kung fu… fate vobis) per una durata massima (e complessiva) di 4 mesi. Per il lavoro invece non potete lavorare per piu’ di 6 mesi con lo stesso datore di lavoro (una volta erano quattro mesi).
Inoltre dal 1 novembre 2005 e’ possibile rinnovare il WHV di un altro anno se si svolgono durante il primo anno almeno 3 mesi di lavoro (anche non continuativi) in una fattoria (farm) o nel lavoro stagionale (fruit picking).

In definitiva il Working Holiday Visa puo’ diventare la chiave per accedere ad un paese ed una esperienza eccezionale, qualunque sia il motivo della vostra permanenza o lo scopo del vostro viaggio.
Ogni anno 5000 giovani italiani scelgono di far richiesta del WHV.
Nel 2007 io sono stato uno di quelli. E con molta probabilita’, tra tutti quelli che ora stanno leggendo, c’e’ qualcun’altro che fara’ parte dei prossimi 5000…

Enjoy Australia!

Dec 14

Una delle necessità per uno come me, intenzionato a stare un lungo periodo fuori di casa in un paese straniero, con in piu’ la prospettiva futura di qualche lavoretto, e’ quella di aprirsi un conto in banca.
Tutto questo per evitare anche di girare con un malloppo di migliaia di dollari in tasca, o magari di ficcarsi 3 etti di banconote nelle mutande tipo Fantozzi (oddio, dato il volume a qualcuno farebbe comodo…)
Comunque fatto sta, che ieri mi sono andato ad aprire un conto bancario.
La mia scelta e’ ricaduta sulla Commonwealth Bank, consigliatami da piu’ persone per la vasta copertura sul territorio australiano. Anzi, semmai ne aveste bisogno, optate anche voi per questa banca, sono dappertutto.
Gia’ all’entrata, l’esordio linguistico con la guardia giurata non prometteva niente di buono, ma nonostante tutto venivo indirizzato in una fila.
Una cosa che mi piace dell’Australia, e’ che quando ti metti in fila non devi stare “appizzato” a controllare che tutti rimangano al proprio posto, senza improvvisi dribbling e sorpassi sulla fascia alla Cristiano Ronaldo. Quindi tranquillo e beato me ne stavo li’ a pensare a cosa cavolo dire una volta arrivato il mio turno.
C’e’ da dire che da quando sono arrivato in Australia, praticamente la frase da me pronunciata anche piu’ del semplice “hallo” e’ stata: “Sorry for my english”. Non so quante volte l’ho ripetuta (e ripetero’ ancora per molto) in preda alla piu’ sincera mortificazione. E tutti quanti con quel loro sorriso mi hanno sempre risposto, ma dico proprio SEMPRE, frasi del tipo: don’worry, no no is very good! (che adorabili bugiardi!)
Ora immaginate la scena: l’impiegata che mi ha seguito la pratica, una simpatica ragazza indiana, poverina si sforzava di spiegarmi terminologie bancarie, tassi d’interesse e quant’altro tutto in inglese. E per quanto pazientemente mi ripetesse lentamente le parole che io le dicevo di non capire, era tutto inutile dato che quelli erano termini che prima d’ora manco sapevo esistessero!
In conclusione, per aprire un conto in Australia non serve neanche un dollaro, lo potreste fare anche voi straccioni, tanto basta solo il passaporto.
Anzi, non essendo io ricco, per compensare credo che la prossima settimana ne apriro’ altri 4 o 5, visto che fa figo, sono gratis e soprattutto adesso ho capito come si fa…