Aug 04

Quello che ogni tanto qualcuno di voi si chiede, e’ che diavolo faccio per campare qui in Australia.
Ebbene non mi sto ne’ prostituendo, ne’ suono la chitarra sotto la metro. Mi sfamerei di piu’ vivendo di sole radici e bacche.
Da qualche tempo invece sto lavorando in una pizzeria italiana: Rosso Pomodoro (che pero’ non c’entra niente con l’omonima catena che c’e’ in Italia).
Rosso Pomodoro e’ attualmente riconosciuta come la migliore pizzeria di Sydney, poiche’ il Sydney Morning Herald, che ogni anno premia varie categorie della ristorazione, le ha assegnato il premio quale “Favourite Pizza 2008″. E qui a Sydney i premi del SMH sono considerati i massimi riconoscimenti gastronomici.

Detto questo, gia’ so che tutti voi vi starete chiedendo: scusa Sojola, ma nella migliore pizzeria di Sydney… tu cosa cazzo ci stai a fare??
Non lo so. E probabilmente non lo sa neanche chi mi ha assunto.
Mi sono presentato umilmente come “pulitore di piedini delle sedie”, ma spinto da una sfrenata ambizione ho scalato rapidamente i vertici dell’azienda. Ora faccio il cameriere.
Evidentemente hanno riconosciuto in me un certo talento.
Una volta esploso quello, con esso hanno iniziato ad esplodere anche i bicchieri, che talvolta durante accurate pulizie o trasporti si rompono misteriosamente.
E da li’ ho iniziato quindi a scalare un altro tipo di classifica, che ora dovrei quasi dominare. Attualmente credo di essere secondo solamente a un certo “Luca di Milano”, un tipo che a quanto pare rompeva i bicchieri solo guardandoli.
Un talento che mi ha permesso inoltre di vendere per settimane lattine di Coca Cola nonostante ignaro sbagliassi la pronuncia da “coke” (Coca) in “cock” (cazzo). C’e’ chi sostiene che i clienti le ordinavano apposta solo per sentirmi parlare in inglese.
Chi di voi non ha mai provato una bella sorsata di Cazzo Diet? Ahhh, quella si che e’ una bevanda dietetica ed indubbiamente dissetante!

A lavorare qui dentro siamo poco piu’ di una decina, e a parte il lavapiatti siamo tutti italiani.
A questo punto vorrei dire quanto sono stronzi e ignobili i miei colleghi, ma siccome alcuni di loro recentemente hanno scoperto questo blog, non posso far altro che lodarne la grande competenza, lo spirito di sacrificio e la profonda umanita’ che li caratterizza, unito dall’enorme affetto che mi lega a loro. In pratica li odio tutti.
Ad ogni modo tutti i giorni Rosso Pomodoro regala aneddoti, prese per il culo e clienti assurdi a tonnellate, ma un solo post e forse neanche un libro basterebbero per raccontarli tutti.

Insomma se siete qui a Sydney e siete capitati per caso su questo blog, ed avete voglia di un’ottima pizza, qui a parte il mio servizio non avrete di che lamentarvi. Anche perche’ su circa 500 pizzerie a Sydney, quelle che un italiano puo’ ritenere valide sono appena 3 o 4. Vi consiglio pero’ di telefonare qualche giorno prima, essendo questa l’unica pizzeria della citta’ che lavora quasi interamente su prenotazione, specialmente nei fine settimana.
A nulla pero’ varra’ menzionare questo blog o spacciarvi per miei amici, perche’ non solo non vi sara’ applicato nessuno sconto, ma verrete derisi e sfottuti per l’intera durata della cena. Potrete pero’ consolarvi a fine pasto con una mia calorosissima stretta di mano. Particolarmente gratite saranno quelle con un 50 dollari nel palmo della mano.

Cmq le sorprese non sono finite qui amici, perche’ con una spesa di appena 800 dollari, riceverete in omaggio una maglietta con la mia foto e la scritta “Anch’io ho conosciuto il Sojola…” e sul retro “…che CULO!”

Enjoy!

Jul 28

E’ oramai da qualche settimana che son tornato ad allenarmi regolarmente in palestra, riprendendo finalmente i vecchi ritmi a cui ero abituato.
Pur non essendo Schwarzenegger, in palestra credo di esser stato sempre nella media. Almeno in Italia. Qui a Sydney invece (a parte il fatto che da dopo il mio arrivo, tra i vari sbattimenti iniziali e la ricerca di una casa avevo perso ulteriore peso) la prima volta che sono entrato in palestra mi sono vergognato. Sono entrato nell’ora di punta e li vedevo tutti grossi come armadi. Da quel giorno ho iniziato ad andare verso le 3 di notte. Purtroppo la palestra a quell’ora e’ chiusa, quindi mi alleno direttamente dentro l’ascensore.
A quanto pare comunque, sembra che qui ci sia una “qualità” maggiore rispetto che in Italia. Ora non posso fare paragoni o stime tra Italia e Australia frequentando una sola palestra, ma per fare un banale esempio le persone di mezza eta’ in forma che ho visto allenarsi qui, in Italia ce le scordiamo. Ed anche la percentuale frequentatori/”fisicati” e’ molto piu’ alta.
Certo ci sono anche le eccezioni, mica sono tutti culturisti qui.
Anche se alcuni di questi hanno davvero una marcia in piu’. Non mi spiego infatti come facciano certi ragazzotti australiani a venire fuori gia’ a 15-16 anni alti 1.90 e piazzati come armadi a muro. Probabilmente le mamme australiane di alcuni di questi le faranno partorire gia’ intorno al quarto-quinto mese, a scopo puramente preventivo.
Ma la cosa che mi fa piu’ incazzare e’ il fatto che qui in Australia molti di loro, invece di essere gonfi come mongolfiere, riescano comunque a mantenersi piuttosto bene fisicamente nonostante si devastino con l’alcol. In Italia invece a certi ritmi credo che neanche la meta’ sopravviverebbe.

Ma torniamo alla palestra. Qui ci sono un paio di regole precise, che vanno eseguite alla lettera.
Innanzitutto se venite in Australia scordatevi i classici borsoni a cui siamo abituati, tipo quelli da calcio che qualcuno continua a riciclarsi sin da quando giocava da bambino nella squadra dell’oratorio. Potreste essere perseguiti penalmente.
Qui si usa lo ZAINO.
Perche’ qui la gente entra gia’ pronta in pantaloncini e maglietta, zainetto sulle spalle, molla tutto nello spogliatoio e va direttamente in sala. Da qui vi lascio immaginare con la fottuta, dannata, onnipresente moquette la sporcizia che si trova in terra. Ma credo che importi poco, vedendo le persone buttare tranquillamente gli asciugamani per terra tra un esercizio e l’altro.
A proposito di pantaloncini. Qua vedere indossare i pantaloni lunghi (a parte qulche eccezione adesso che e’ inverno) e’ una cosa piu’ unica che rara. Qui ci si allena in pantaloncini. SEMPRE. Anche quando di fuori grandina.
Quindi vedrete il vostro bell’australiano con ombrello, tutto coperto e con la giacca impermeabile, arrivare da sotto il nubifragio in PANTALONCINI CORTI. Sti australiani sono gente tosta. Eh si! Oggi all’uscita insieme a me c’era un ragazzo. Facevano 10 gradi, diluviava, e lui e’ uscito direttamente in canotta, sudato, con la felpa legata in vita e il giacchetto in mano. Un mito. Rambo sarebbe fiero di lui.

Insomma, se volete venire in Australia per cercare di scolpire il vostro corpo, attrezzatevi di conseguenza. Oppure fate come fa lo Zio Uolter: non andate in palestra, ma esercitatevi nel sollevamento forchetta, prediligendo cibi leggeri quali lasagne, peperonate o melanzane alla parmigiana.
Forse non riuscirete a scolpire il vostro corpo, ma tra nove mesi di sicuro sarete pronti a partorire.

Jul 19

La settimana in corso e’ stata caratterizzata da un evento in particolare. Infatti in questi giorni (dal 15 al 20 luglio) si sta svolgendo a Sydney la Giornata Mondiale della Gioventù.
Nell’agosto 2005, al termine dell’ultimo giorno della Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia in Germania, fu annunciato che Sydney avrebbe ospitato la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù.
La GMG08 rappresenta l’evento più grande mai tenutosi in Australia, ed ha totalizzato qui a Sydney perfino piu’ presenze rispetto alle precedenti Olimpiadi del 2000.
La scelta dell’Australia e’ stata anche un po’ una sfida, perche’ qui in Australia più della metà degli abitanti non prende parte ad alcuna pratica religiosa, e dove i credenti praticanti delle varie religioni sono meno di un quarto della popolazione.
Ma nonostante tutto l’Australia è anche il Paese il cui governo statale e locale hanno finanziato maggiormente, in assoluto, una Giornata mondiale della Gioventù (stanziando 100 milioni di dollari australiani!), affidando l’organizzazione dell’evento allo stesso gruppo di professionisti del marketing che aveva promosso le Olimpiadi.

La manifestazione si e’ svolta nell’arco di cinque giorni: le mattine con le catechesi ed i pomeriggi con un programma culturale di spettacoli, mostre e dibattiti, organizzato con il coinvolgimento di diocesi, gruppi e movimenti di tutto il mondo.
Venerdì sera e’ stata celebrata la Via Crucis nel pieno centro di Sydney (riproponendo uno schema già utilizzato a Toronto), utilizzando i principali palazzi e monumenti cittadini come stazioni della passione e morte di Cristo. La prima stazione era l’Opera House.
Stamattina (sabato) inizieranno poi gli eventi conclusivi dell’evento, con un mega-raduno in programma nell’ippodromo di Randwick, ed infine domenica verra’ celebrata la Santa Messa di chiusura, ed al termine di questa verra’ annunciata la città che ospiterà l’edizione successiva.

Io sto partecipando attivamente a tutto questo. Sono rimasto a casa.
In realta’ la colpa non e’ mia, e’ che a causa della recente rottura del mio lettore mp3 sono caduto in depressione. Non mangio, non esco piu’ di casa, ed in palestra in mancanza di musica che mi dia la carica canticchio sommessamente “La macchina del capo”.
Cazzate a parte, in realta’ non ho proprio voglia di ficcarmi in un carnaio da 4000 persone per metro quadrato, per vedere un puntino bianco che saluta la folla.
Per quanto riguarda la mia solita routine quindi nulla e’ rimasto alterato, tranne un paio di piccole differenze che sono saltate all’occhio.
La prima sono i mezzi pubblici: per far fronte a questo enorme afflusso di turisti concentrato in pochi giorni, le linee dei trasporti pubblici sono stati rinforzati a dovere, aggiungendo mezzi e modificando itinerari. Almeno per quanto mi riguarda non ho preso mai un treno eccessivamente affollato, e per il centro c’erano file interminabili di bus a riempire le strade.
La seconda invece sono loro: i Papa Boys.
Ma quanti sono i Papa Boys??? Sono dappettutto.
Li vedo in giro per le strade, al supermercato, sulla metro. Me ne sono trovato pure uno in bagno, a casa mia. Ci stanno invadendo…
In tutto il mondo credo ci saranno circa tre miliardi di Papa Boys, sono piu’ dei cinesi, e TUTTI INSIEME sono venuti qui a Sydney per qualche giorno.
Neanche ci fosse un concerto di Pupo…

Jun 06

Ci sono discussioni infinite come chi e’ piu’ forte tra Maradona o Pele’, Shumacher o Senna, o battaglie eterne come il bene e il male o la morra cinese.
Ebbene l’altro giorno, dopo l’ennesima estenuante discussione (che da sempre mi vede protagonista) dallo scottante e sempre attuale tema “Tonno contro Resto del Mondo - ma non ti fara’ male mangiare sempre le stesse cose??” alcuni amici a scopo puramente esorcizzante hanno voluto organizzare un pranzo al Fish Market.
Un nome che anche per i piu’ ignoranti non avra’ bisogno di traduzioni, il Fish Market si trova proprio dietro Darling Harbour. Sempre pieno e aperto tutti i giorni dell’anno (durante le feste viene letteralmente preso d’assalto) il vero punto di forza di questo mercato ittico sta sia nella qualita’ del pesce sia per i prezzi piu’ bassi rispetto al resto della citta’ (quindi anche piu’ bassi rispetto ai prezzi italiani). Il pesce sempre freschissimo viene pescato e scaricato tutti i giorni da una quindicina di barche, a quanto pare appartenenti tutte o quasi da italiani.
Ma oltre alla vendita al dettaglio, l’altra caratteristica del Fish Market sta nella possibilita di scegliere il trancio di pesce che preferite, vederlo cucinare sotto i vostri occhi, ed andarlo a consumare direttamente in uno degli appositi tavolini allestiti all’esterno.
Personalmente ero andato per provare una bistecca di tonno e di squalo, ma tranne lo squalo che era solamente venduto al dettaglio, ho finito col mangiare ed assaggiare molti altri tipi di pesce. Tra i tanti tipi la cosa che mi e’ piaciuta di piu’ e’ stato il “kingfish qualcosa” (non chiedetemi i nomi che non me li ricordo) fritto in una pastella fatta anche con della birra. Ma a parte la mitica frittura (che riesce a dare sapore anche ad una mattonella) il fatto che sicuramente sbalordira’ i miei genitori, e’ che mi e’ piaciuto praticamente TUTTO quello che ho mangiato o mi e’ stato fatto assaggiare.
Insomma se voi al contrario di me (che reputo il Capitano Findus un genio e mangiavo solo calamari fritti) siete amanti del pesce, il Fish Market di Sydney e’ il posto ideale nonche’ un ulteriore motivo per visitare questa splendida citta’.

Un ultima precisazione a proposito di pesce: qui a Sydney c’e’ il Tetsuya’s, che non e’ il ragazzino che pilota Mazinga, bensi’ quello che sino all’anno scorso era il ristorante 5° al mondo (non mi chiete siu cosa si basa la classifica) ed e’ specializzato in pesce. Se siete pero’ indecisi tra una pizzeria e il Tetsuya’s, credo non avrete sicuramente difficolta’ a fare la vostra scelta dato che i prezzi non sono molto straccioni: per prenotare servono dai 6 mesi ad un anno prima, ed il costo parte da una base di circa 250 dollari a persona (non e’ possibile portarsi le sedie a casa per ammortizzare il prezzo). E’ pero’ consentito il BYO, quindi potrete stappare orgogliosi la vostra bottiglia del miglior Tavernello o bere l’acqua del gabinetto del ristorante per limitare il piu’ possibile le spese.

P.S. - Ah comunque tanto per la cronaca, l’altro giorno ho fatto l’ennesimo carico di tonno in scatola, non vorrei che dopo questo post pensaste male :D

Apr 18

Quando gironzolo per Sydney, una delle cose che piu’ mi manca e’ il mio motorino. Tutte quelle giornate passate col culo sopra il mio scassatissimo Scarabeo, con cui senza oramai non so piu’ come muovermi. Infatti a Roma prendere la macchina il giorno o soprattutto usare i mezzi pubblici talvolta puo’ diventare un esperienza drammatica.
Qui a Sydney pero’ questa mancanza e’ mitigata in gran parte dall’efficiente rete di trasporti locale, con la quale ci si puo’ muovere davvero agevolmente tra molte delle zone della citta’.
C’e’ da dire innanzi tutto che tutti i trasporti convergono verso il CBD (Central Business District), ed io vivendo quasi a ridosso dal centro sono di molto agevolato (appena 5 minuti di treno).
Sydney è servita da un’ampia rete di treni, autobus e traghetti, che ho avuto modo di provare in questi mesi. E con l’abbonamento che faccio ogni settimana (il Travel Pass) posso utilizzare illimitatamente ed indistintamente tutti questi mezzi. I trasporti qui non saranno economici (il mio abbonamento costa 35 dollari a settimana) ma di fatto qui riesco a fare tranquillamente a meno della macchina/motorino e a muovermi ovunque.

TRENI: I treni sono gestiti dalla CityRail, che fa capo al governo del Nuovo Galles del Sud.
Tutto attorno alla citta’, nelle zone periferiche i treni viaggiano in superficie in un’ampia rete, che una non appena converge nel CBD si trasforma in una sorta di metropolitana che scorre in tunnel sotto la città.
Considerando che qui la maggior parte della gente lavora al centro ma abita fuori, potete immaginare nelle ore di punta i fiumi di persone che prendono il treno tutti allo stesso momento.
Cio’ nonostante la rete ferroviaria riesce a sopportare tutta questa affluenza, essendo “rinforzata” a dovere: da dove abito io ad esempio, la mattina intorno alle 8.00 il treno diretto verso il CBD passa ad intervalli 3 minuti (qualche volta capita anche meno!).

BUS: Quando ero ragazzino avevo messo a punto un sistema tanto diabolico quanto efficace contro le lunghe attese. Mentre aspettavo l’autobus spesso mi accendevo la sigaretta APPOSTA, con la speranza che l’autobus arrivasse subito. Questo metodo sicuramente non aveva solide basi scientifiche, ma era talmente pionieristico che molte volte funzionava. Sara’ per quello che all’epoca fumavo come una ciminiera e per di piu’ ero sempre in ritardo! Poi fortunatamente ho smesso con il fumo. Ora mi limito ad arrivare solamente in ritardo.
Qui a Sydney invece la cosa stupefacente e’ la puntualita: sembra prendere treni in Svizzera! In ogni fermata ci sono tabelle con tutti gli orari dei passagg di ogni autobus… e non sgarrano praticamente mai!
Nel centro e nei sobborghi interni il trasporto su autobus è monopolio della Sydney Buses.
Sembra pero’ che nei sobborghi più esterni, il servizio di autobus fornito da molte compagnie private e’ spesso criticato per una qualità del servizio più scarsa, e una molto minore frequenza delle corse, specialmente nelle ore non di punta.

TRAGHETTI: La Sydney Ferries, anch’essa facente capo al governo statale, gestisce un servizio molto ricco di traghetti sia per il trasporto pubblico convenzionale che per i percorsi più tipicamente panoramici e turistici sul Sydney Harbour e lungo Parramatta River.
Tutti i traghetti partono da Circular Quay, poco distante dall’Opera House.
Io finora ho preso il traghetto solamente per andare allo Zoo, ed a parte il fascino di navigare per la baia con l’Opera House e l’Harbour Bridge a fare da sfondo, credo che usati da “pendolari” risultino piuttosto scomodi, nonostante la frequenza di mezz’ora tra un traghetto e l’altro: difatti il tempo di “carico-scarico” passeggeri tra una fermata e l’altra e’ veramente palloso.
Il mio e’ comunque un parere soggettivo, infatti ho conosciuto persone che utilizzano il traghetto tutti i giorni senza problemi.

Oltre a questi tre mezzi principali, Sydney ha anche un sistema di metropolitana leggera, il “Metro Light Rail”, che va dalla Central Station a Lilyfield, e una monorotaia chiamata Monorail, principalmente a uso dei turisti, che viaggia in cerchio attorno al CBD e al Darling Harbour.

In alternativa a tutto cio’ potete sempre comprarvi un elicottero, o per i piu’ straccioni un bel paio di comode scarpe (ovviamente non di marca, un paio di Adidash o Piuma andranno benissimo).
L’autostop invece e’ caldamente sconsigliato, soprattutto con lo stratagemma di buttarvi improvvisamente in mezzo la strada. Qui vi falciano senza pieta’.