Sep 11

Fino ad oggi, le impressioni che ho avuto qui a Sydney riguardo alla sicurezza e alla criminalita’ sono ottime. Ovviamente rimangono delle impressioni, sia perche’ non ho avuto particolari esperienze a riguardo, sia perche’ e’ una cosa chiaramente soggettiva. Tuttavia la percezione che ho avuto dell’ambiente e’ stata molto rassicurante.
Tra l’altro questa cosa viene in qualche modo esaltata soprattutto quando leggo quello che accade ultimamente in Italia (e a Roma). Un eventuale paragone tra i due paesi risulterebbe quindi quantomeno imbarazzante. In questo caso meglio parlare di calcio.

Non ho avuto l’opportunita’ di seguire molti telegiornali da quando sono qui, e le uniche news apprese le ho sempre lette da qualche giornale, ma qui in fondo non c’e’ molto da dire sulla criminalita’. Gia’, e proprio per queato le pagine che in Italia dedichiamo quotidianamente a cronaca nera, problemi e quant’altro, qui sono dedicate al gossip. Ed allo sport.
Mi sembra giusto.
In fondo se qui non hanno il problema dei carceri pieni di stranieri, di continui stupri o di omicidi, la gente credo abbia il sacrosanto diritto di interessarsi piuttosto al culo della Kidman.

La notte poi, per essere una grande citta’, si gira tranquillamente. Quando torno a casa, al massimo l’unico problema potrebbe essere la gente ubriaca nei locali o che gira per strada, ma e’ abbastanza innoqua se uno si fa gli affari propri.
Sembrera’ un esempio esagerato, ma la sensazione che ho avuto girando la notte a Sydney e’ stata quasi quella che avevo da ragazzino nel mio paesino di montagna quando tornavo a casa la notte. Certo va anche detto che non e’ che abito “in culo ai lupi”, come direbbe un noto poeta francese, ma sono ad appena un paio di fermate di metro della city.
Poi magari in periferia si scannano di mazzate, pero’ il giorno dopo sul giornale parlano di Kylie Minogue ed un bell’articolo sui Sydney Swans (la squadra di locale dell’Australian Football League). Che volete che vi dica?

Faccio un altro esempio.
Una volta affittato il mio appartamento, mi sono sorpreso notando la mia porta di casa. Di legno, sottile pochi centimetri, e con una semplice serratura esterna.
Ho pensato che in Italia una delle prime cose da fare con una casa nuova e’ attrezzarsi con un portone blindato, una guardia giurata all’interno, e un cartello “attenti al cane”. Per i piu’ facoltosi, c’e’ anche un controllo a scansione delle retina.
Qui invece no.
In pratica nel mio palazzo ci sono tutte ste porticine di legno stile “appartamento di Friends”, quelle insomma che con una pedata si possono buttare giu.
I primi giorni quindi avevo sempre un po’ d’ansia, perche m’immaginavo di dover tornare a casa e trovarmela vuota. Chiaramente i ladri oltre al portatile avrebbero saccheggiato anche le mie riserve di tonno che proprio per questo motivo tengo nascoste in piu’ punti dell’appartamento. Ma la preoccupazione iniziale e’ andata via via sparendo con il passare dei mesi.

Dopo tutta questa bella panoramica sulla sicurezza quindi, mi sento di dover chiudere questo post nell’unica maniera possibile… grattandomi.

Aug 29

Sono sempre stato un amante dei bambini. Oltre a questa naturale predisposizione, mi e’ sempre sembrato un atto dovuto nei confronti di chi ha avuto una pazienza mostruosa nei miei confronti. Mia madre ha rischiato di vincere per ben due volte il Nobel per la pace, una volta classificandosi addirittura seconda dietro Gandhi, in una finale chiaramente pilotata.
Tutto questo prima di venire in Australia.
Infatti se da piccolo in Italia passavo per un eccezione, qui sarei uno dei tanti. Perche’ i ragazzini australiani non si limitano semplicemente ad essere scatenati. Sono posseduti. Tutti.
E quale osservatorio migliore di una pizzeria per queste piccole pesti ?
Qui si cena presto, a volte anche per le 17.30-18.00. E cosi’ spesso i bambini da poco usciti da scuola arrivano con i loro zaini e migliaia di pennarelli/pastelli/quadernoni con i quali iniziano ad inondare i tavoli (apparecchiati) e a giocare/disegnare/colorare.
Ma non e’ solo quello, non si limitano solamente a colorare…
Ragazzini che giocano per terra, che gattonano sotto ai tavoli (spesso non loro), macchinine, camion e giocattoli sparpagliati OVUNQUE per tutta la sala. Il tutto ovviamente strillando, perche’ senno’ il divertimento perde del 70%. Una volta ho visto un genitore avere la geniale idea di portarsi appresso una di quelle coperte da stendere sul pavimento, quelle con i giochi attaccati sopra.
Che poi non si accontentano di giocare con le fottute macchinine, loro pensano in grande… una volta un bambino stava giocando con “l’allegra betoniera”, grossa quanto una scatola di scarpe!

Sembrerebbe quindi che la tipica filosofia australiana dell’ “Easy goin’ ” degli adulti abbia radici profonde, che nasce e viene alimentata direttamente nella loro infanzia. Qui infatti e’ come se i bambini fossero allevati come tanti piccoli Tarzan, con poche e semplici regole di sopravvivenza.
Il motto dei genitori australiani sembra quasi dire “Andate e scatenatevi. Noi staremo a guardare.”
Difatti il tipico genitore australiano rimane impassibile (e forse anche segretamente compiaciuto) delle gesta del suo piccolo portatore di catastrofi. E mentre in Italia il genitore medio si darebbe da fare per cercare di limitare un eccessivo entusiasmo o eventualmente scusandosi di eventuali danni e/o disastri causati, qui invece il genitore medio ti guarda (infastidito) sembrando quasi volerti dire “E allora? E’ solo un bambino! Lasciagli far esplodere quello che gli pare!”

Ma i pericoli non sono finiti qui. Una delle prime regole inculcatemi a lavoro, e’ quella che appena queste tenere creature si siedono a tavola, di togliergli IMMEDIATAMENTE il coltello di fronte a lui, perche’ incredibile ma vero (si accettano scommesse) 97 volte su 100 cerchera’ di:
a) Intagliare il tavolo
b) Colpire il genitore (che rimane comunque felice per la vivacita’ del pargolo)
c) Colpire il cameriere
d) Agitare freneticamente il coltello in aria, in un incrocio tra zorro ed un direttore d’orchestra
Nel caso invece delle rimanenti 3 volte su 100, probabilmente l’unica spiegazione plausibile e’ che il bambino e’ stato sedato poco prima di entrare.

Se qui siamo invasi da bambini piuttosto che da cavallette, c’e’ anche un altro motivo.
Mentre in Italia le coppie per fare 1/4 di bambino (nel mio caso mia madre deve ancora finire di pagare il cervello) devono fare complicati calcoli di economia domestica e chiedere prestiti per i successivi 20 anni, qui in Australia il palese benessere economico si riflette anche su questo, e non a caso quindi si possono notare moltissime donne incinta rispetto che da noi.

C’e’ un ultima curiosita’ che riguarda la cultura australiana, e non manchera’ di sorprendere la maggior parte di voi. Non e’ cosa inusuale infatti vedere un genitore portare il bambino al ristorante per cena vestito direttamente col pigiama (!!). Cosi’ una volta a casa va subito a letto. Grandiosi.
Lo so che sembra un’altra cazzata delle mie, ma e’ la pura verita’. Questa e’ l’ennesima e abissale differenza sul nostro modo di vedere l’igiene rispetto alla cultura anglosassone.
Se quindi un giorno anche voi doveste raggiungere la terra dei canguri, vi invito a presentarvi in un qualsiasi ristorante in ciabatte e pigiama. Non solo potrete passare per una persona “giovane dentro”, ma a parte l’indubbia comodita’, sarete anche autorizzati a far sfrecciare le vostre macchinine per tutto il ristorante, sotto lo sguardo compiaciuto di mamme e papa’ (a parte lo sguardo omicida di qualche cameriere).

Aug 08

Da oggi prendono il via le olimpiadi di Pechino 2008, in una data (08/08/08) all’insegna appunto del numero 8, numero simbolo per la cultura cinese di fortuna benessere e prosperità.
Purtroppo neanche quest’anno, nonostante forti pressioni sul Comitato Olimpico, il sollevamento peperonata e’ stato accettato come disciplina olimpica. Ma vorrei tranquillizzare molti miei amici, perche’ segnali incoraggianti fanno ben sperare per i prossimi giochi olimpici.

Le olimpiadi qui in Australia sono un evento che viene vissuto con molto interesse, molto piu’ che da noi in Italia. La ragione di tutto questo e’ che proprio tutto lo sport in generale viene preso sul serio dagli Aussie, e al contrario dell’Italia in cui il calcio la fa da padrone, qui gli interessi e le passioni della gente si dividono tra molti tipi di sport. Non e’ difficile tenersi al corrente dei vari avvenimenti sportivi locali ed internazionali, a cui vengono dedicate molte pagine dei quotidiani.

Ma c’e’ una domanda a cui nessuno sa dare una vera e propria risposta: perche’ gli australiani sono cosi’ bravi nello sport?
Per farvi un esempio, nelle ultime olimpiadi di Atene l’Australia, con la sua piccola popolazione di appena 20 milioni di abitanti (poco piu’ di un terzo della popolazione italiana), ha raccolto 49 medaglie, un risultato eccezionale se confrontato con le medaglie vinte da paesi con un numero enorme di abitanti quali gli Stati Uniti (102), la Russia (92) e la Cina (63). Senza poi dimenticare l’edizione di Sydney 2000, in cui l’Australia arrivo’ a vincere ben 58 medaglie!
E il curriculum internazionale per quanto riguarda sport come il rugby, il tennis, il nuoto, il cricket, il golf, la vela, il motociclismo e molti altri e’ notevole sotto tutti gli aspetti.

Di certo il clima influisce in maniera fondamentale nella vita sportiva di un atleta. I risultati degli australiani nei cosidetti “sport del weekend” risultano ovvi, e grazie ad inverni brevi e miti in molti campi sportivi si puo’ giocare tutto l’anno.
In Australia ci sono strutture sportive ovunque, ed attraversando in macchina i sobborghi o le cittadine di provincia si puo’ notare quanto spazio viene adibito a campi da tennis, bocce, cricket, campi e centri sportivi.
Molte scuole e case, in citta’ come in campagna, sono dotate di piscina, e l’80% della popolazione vive entro un raggio di 50 km dalla costa e dalle spiagge. E’ quindi naturale che molti bambini imparino a nuotare e a praticare per divertimento tutti gli sport collegati all’acqua, dal surf al windsurf, dalla vela al canottaggio allo sci d’acqua. E crescendo, questi bambini spesso tramutano questi semplici divertimenti in discipline sportive.

Ma la domanda principale tuttavia non trova risposta, perche’ quanto detto ovviamente non basta a spiegare gli ottimi risultati degli australiani nei giochi olimpici o nelle varie manifestazioni sportive internazionali.
Crescere facendo sport puo’ essere il preludio al successo in campo internazionale, ma solitamente in pochi riescono. In Australia invece la percentuale di quelli che ce la fanno e’ maggiore che in qualsiasi altro paese del mondo.

Detto questo non dovete pero’ aspettarvi una popolazione di atleti ed energumeni una volta arrivati qui, perche’ non e’ cosi’. Non tutti gli australiani infatti si dedicano allo sport.
Ovviamente si capisce che non tutti ci siano portati o abbiano particolari doti sportive. Tuttavia anche quest’ultimi, pur non nutrendo particolari aspettative in ambito sportivo e preferendo far altro nel tempo libero, continuano a mostrare interesse e passione per i vari sport australiani.
Compreso il sollevamento peperonata.

Jul 23

Siamo entrati finalmente nella fase “calda” della mia permanenza in Australia: l’inverno.
Come molti di voi sapranno, essendo nell’altro emisfero le stagioni in Australia sono rovesciate rispetto alle vostre. Il giugno-luglio-agosto qui equivale al vostro dicembre-gennaio-febbraio, quindi ora che da voi e’ piena estate qui e’ pieno inverno.
Essendo pero’ molto estesa, l’Australia ha svariati tipi di clima. Nella parte meridionale ci son temperature medie (qui a Sydney ultimamente si oscilla tra gli 8 e i 17 gradi, ma a Melbourne per esempio fa piu’ freddo perche’ e’ piu’ in basso), nella parte desertica centrale ci sono notti fredde (2 °C) e giorni caldi (22 °C), e invece nella parte settentrionale il clima umido tropicale (tra 24°C e 30°C).
Molti surfisti e/o backpackers sfruttano questa caratteristica viaggiando su e giu per la costa sempre alla ricerca di posti caldi e soleggiati, ed in questo periodo dell’anno le localita a nord dell’Australia sono appunto molto gettonate.

Pur essendo abituato al clima mite di Roma, l’inverno qui a Sydney mi fa un certo effetto.
Le ultime giornate sono state particolarmente calde per essere inverno, ed il solo fatto di girare per la citta’ col cielo limpido, le giornate luminose, senza stare “imbacuccati” e ficcarsi dentro qualche centro commerciale o locale ti mette di buonumore… Durante le ore del giorno e’ facile vedere persone in maglietta a maniche corte (anche se a pensarci bene anche la sera qualcuno opportunamente imbottito di alcol se ne va girando allo stesso modo), e spesso una felpa e’ piu’ che sufficiente per coprirsi. La sera la temperatura si abbassa ulteriormente, ma si sta parlando sempre di temperature contenute.
Ovviamente tutto cio’ e’ dettato molto dalle circostanze, anche perche’ lo scorso inverno a detta di tutti c’e’ stato l’inverno piu’ brutto, freddo e piovoso degli ultimi tempi.

Ad ogni modo, eccetto la giornata odierna un po’ freddina, quello che sto passando e’ indubbiamente il mio miglior inverno, climaticamente parlando. Anche se so gia’ che appena 5 minuti dopo aver pubblicato questo post, tutta Sydney verra’ investita da una bufera glaciale e tutti noi verremo estinti.
Tranne gli scarafaggi, la razza suprema.

May 24

In Australia e’ da sempre risaputo che il pesce, oltre a costare meno rispetto all’Italia, sia anche molto buono, essendo qui la pesca effettuata in una delle zone di mare piu’ pulite del mondo.
Una volta arrivato qui, anch’io ho voluto testare personalmente la bonta’ di questo prodotto locale: ho continuato quindi a comprare tonno in scatola.
Ora, pur essendo lontani i tempi in cui me ne andavo a comprare 100 euro di tonno in offerta al Carrefour, anche qui sia in classe che fuori scuola, stranamente inizia a girare la voce che mangi troppo tonno.
Ahhh… le proteine…
Fortunatamente qui a Sydney non c’e’ bisogno di andare all’assalto dei periodici “saldi del tonno” e caricare un intero carrello di scatolette. Oppure di ammortizzare le spese sperimentando dubbie marche di tonno in scatola di qualche discount, tonni pescati probabilmente mediante lancio di granate in mare o raccolti vicino le petroliere (la famosa qualita’ “pinna nera”).
Comunque a mio parere il tonno qui e’ mediamente piu’ buono (anche nelle marche piu’ straccione) e appunto costa meno.
E mentre in Italia grosso modo ci sono solo due tipi di tonno (all’olio e al naturale), qui la vera differenza la fa l’enorme varieta’ tipi.
Si perche’ le scatolette di tonno qui sono come i Pokemon: collezionale tutte.
Ho provato piu’ marche, e assaggiato praticamente tutti i tipi di gusti che si possono trovare qui: caramelised onion e tomato, sundried tomato e basil, tomato e pepper, indian curry, chilli, lemon e black pepper, mild chilli e roasted, panang curry ed altri che ora non mi ricordo, oltre ai classici oil, springwater (al naturale) e brine (in salamoia).
Per quanto mi riguarda, dopo una minuziosa ricerca che mi avra’ fatto assimilare all’incirca un 80gr di mercurio, ho trovato nel gusto “sandwich tuna” la risposta pratica e vincente a quello che cercavo.
In pratica e’ sempre solo con l’olio, ma a differenza di quello normale che se lo mangi di corsa ti intasa l’esofago e devi prenderti cazzotti il petto o bere direttamente dal tubo dell’innaffiatoio, questo e’ gia’ sminuzzato e condito, e una volta aperto senza nemmeno scolarlo si mette direttamente nel sandwich. Infatti se in Italia quando ero fuori casa mi limitavo al riso col tonno, qui in pratica ho iniziato ad abusare sessualmente di sandwich. Col tonno.
Dicono che troppo tonno in scatola faccia male. Troppo mercurio.
In compenso una nota marca di termometri mi ha contattato giorni fa per fare da testimonial nella loro prossima campagna pubblicitaria.