Sep 19

Qui a Sydney e’ oramai riesplosa prepotentemente la primavera.
Da qualche giorno infatti le temperature hanno iniziato a salire e, a parte la “frescura” del mattino, le temperature di giorno si avvicinano di molto a quelle estive. Compresa anche qualche calda serata.
Mi piacerebbe dire adesso che le persone sono tornate a girare in maglietta durante il giorno, ma la verita’ e’ che qualche pazzo si metteva comunque in pantaloncini e infradito pure d’inverno con la pioggia. Quindi che volete che vi dica…
Io comunque da parte mia mi sono felicemente adattato, ho parcheggiato la renna in garage e sono tornato anch’io ad indossare appena una maglietta durante il giorno.
Ho quasi passato un anno oramai, toccando tutte le varie stagioni dell’anno. Idealmente posso dire di esser tornato al punto di partenza, cioe’ al caldo.
E posso quindi confermare quello che mi venne detto una volta. Se venite in Australia… buttate i maglioni. Oppure usateli come imbottitura dei cuscini.
Il clima qui a Sydney e’ davvero eccezionale, e gia’ adesso, dopo una breve pausa di qualche mese, la gente e’ nuovamente tornata a prendere d’assalto le spiagge nei weekend. A parte poi i soliti irriducibili che per una ragione o per un altra (leggasi surf) non le avevano mai abbandonate.

Detto questo pero’ la ragione principale del mio buonumore e’ data anche da un altra cosa. Assieme al caldo torneranno anche molti dei miei amici conosciuti qui in Australia.
Si, tutti quei fottuti insetti e ragni che oramai da tempo non vedevo gironzolare per casa. Non vedo l’ora di riabbracciarli calorosamente, sobbalzare alla loro presenza, e urlargli contro qualche colorita espressione locale.
Gia’… sono impaziente dopo questo pigro inverno, di rimettermi in moto e riprendere a combatterli a colpi di aspirapolvere e di spray nocivi. Infatti aerobicamente parlando, una caccia allo scarafaccio equivale a mezza partita di calcetto. Ogni 3 insetti uccisi, un gol.
Anche se in realta’ e’ un po’ svilente come crociata, perche’ so gia’ che per quanto allerghero’ il buco dell’ozono nel massacrarli, non ne avro’ mai la meglio.
Pazienza… come dice il detto l’importante non e’ vincere, ma partecipare.

Aug 25

Ok rieccomi.
Ringrazio tutti i miei fan preoccupati, ma vorrei tranquillizzare tutti: continuero’ imperterrito a sparare cazzate e a spedire tonnellate di cianfrusaglie alle mie lotterie.
Dunque che cosa vi siete persi delle ultime due settimane?
Mentre voi passavate uno splendido ferragosto al mare, crogiolandovi sotto al sole e sfoderando le vostre panze anemiche in spiaggia, io gran parte di questo periodo l’ho trascorso a letto.
Difatti dall’ultimo post in cui pensavo di aver avuto la meglio sull’influenza, ho avuto una splendida e pittoresca ricaduta.
Manco a farlo apposta qualche settimana fa mi ero rivisto per l’ennesima volta uno dei miei (tanti) film preferiti “L’Esercito delle 12 Scimmie”, un film in cui un virus mortale stermina 5 miliardi di persone. Io con chiaro spirito di emulazione ho ben pensato di iniziare a contagiare quasi tutti i dipendenti di Rosso Pomodoro, che grazie ad uno spettacolare effetto domino, hanno iniziato uno alla volta a cadere come mosche. Ho fatto un ottimo lavoro, quasi meglio di Dracula.
Per settimane quindi malanni, ricadute e dipendenti che ogni tanto davano forfait a lavoro erano all’ordine del giorno. Ho ripreso a lavorare insieme a qualcun’altro qualche giorno fa, e la scena che mi si e’ presentata mi ha fatto pensare ad un ospizio: gente deperita che andava a 2 all’ora, voci flebili ed entusiasmo all’0.1%.
Per giorni mi son dopato come un cavallo, prendendo pasticche, vitamine, antibiotici e medicine varie. Solo che i cavalli vincono le gare di corsa, io invece quando facevo due rampe di scale per fare il bucato avevo il fiatone e le vertigini. Uno stato di forma eccelso. Ho anche pensato di chiedere la pensione all’INPS ad un certo punto, dato che soddisfavo la maggior parte dei requisiti fisici di un 65enne.

In un certo qual modo credo sia stato uno dei periodi piu’ duri da quando sono qui, anche se ovviamente nulla di tragico. Pero’ la cosa mi ha dato da pensare, perche’ anche se non era la prima volta che mi ammalavo fuori casa, il farlo dall’altra parte del mondo mi ha dato per un momento una sensazione di “smarrimento”.
Le medicine sono tutte diverse, non sai che fare o prendere, e i dottori non parlano la tua lingua.
Infatti dopo un paio di giorni di febbre (tra cui un febbrone notturno in cui avevo iniziato a delirare, a battere i denti e a tremare come avessi le convulsioni) sono stato comunque costretto ad andare a farmi visitare, perche’ continuavo a non reggermi in piedi, avere vertigini e nausea. E se gia’ talvolta e’ difficile esprimersi coi nostri dottori nella nostra lingua, nella speranza di descrivere e far capire bene determinate sintomatologie, il fatto di doverlo fare in inglese un po’ mi preoccupava. Tutto sommato e’ andato liscio, ed in un oretta ero fuori con una prescrizione di antibiotici per un virus che da quello che ho capito avevo contratto sia alle vie respiratorie sia alle orecchie (?!?). E per la visita non ho pagato nulla grazie alla tessera Medicare.

Quindi visto che e’ gratis invito anche a voi ad ammalarvi in Australia, e anche se ad un certo punto inizierete a cagarvi sotto e a sentirvi spacciati, al vostro ritorno in patria avrete un fattarello in piu’ da raccontare.
E memori di quest’esperienza costruttiva vorrete indossare un maglioncino di lana anche l’estate al mare, a scopo puramente preventivo. Particolarmente indicati, un paio di Sundek in velluto.

Aug 11

Tanti anni fa c’era una pubblicita che faceva cosi’…
Il galletto Valle Spluga…. chicchi-ri-chi-ri-chi!
Bello tenero e mai grasso… chicchi-ri-chi-ri-chi!
[…]

Ora chi di voi non ha mai cantato quest’adorabile canzoncina quando era bambino?
Ecco, adorabile una sega… io odio i fottuti galli.
Ho scoperto questa mia avversione ultimamente in vacanza, quando la prima mattina alle Gili mi sono svegliato con questo “presunto” canto.
Ero devastato dalla stanchezza, ero in vacanza, e quel maledetto gallo non mi dava tregua. E credetemi, ci hanno sempre preso per il culo, perche’ questi non si limitano a cantare al sorgere del sole ma cantano tutto il santo giorno.
Ma non e’ stato uno dei miei peggiori risvegli.

Faccio una piccola premessa. In questi giorni ho avuto un po’ d’influenza, che pero’ sono riuscito a contenere a fatica grazie a medicine, riti voodoo e taniche di orange juice. Ora sto molto meglio, anche se ho ripreso a pisciare arancione.
Ma veniamo al punto. Oggi come gia’ da un po’ di tempo mi hanno svegliato gli operai che stanno lavorando nel mio palazzo. Se pero’ prima non mi dava molto fastidio, anche perche’ la mattina dovevo alzarmi presto, ora avrei bisogno di riposare. Che poi non mi svegliano con le classiche martellata. No, loro iniziano a TRAPANARE direttamente alle 7.00 di mattina!
Ma che minkia vi trapanate???
E non posso neanche descrivervi il rumore… sembra cerchino di trapanare una mattonella senza pero’ riuscirvi. Un rumore agghiacciante!
Fortunatamente non ho il sonno leggero, ma con questi maledetti e’ dura. Anche perche’ danno delle trapanate ad intervalli di 10-20 minuti, quindi ogni volta risprofondo nella fase REM e svegliarsi e’ una bastonata.
In realta’ questi operai stanno trafficando nell’edificio gia’ da un po’ di tempo, all’incirca dall’episodio della lavanderia. Lavorano a tutto campo, ovvero li vedo una volta al piano terra, una volta sul tetto, altre volte dentro gli appartamenti su piu’ piani. Non so pero’ dove sia il risultato di tutti questi mesi di lavoro, perche’ non riesco a vedere miglioramenti apprezzabili all’edificio.
Forse lo fanno solo per mantenersi in esercizio. Oppure stanno costruendo un nuovo parco giochi della Disney direttamente dentro il mio palazzo. Una di queste mattine potrei svegliarmi dentro una nave di pirati.
Ad ogni modo ancora una volta voglio lodare il popolo australiano, perche’ sembra che nessuno si lamenti. In Italia invece questi operai verrebbero abbattuti a colpi di accetta gia’ intorno alle 7.05.
Ora vado a letto, con in testa poche certezze e molti dubbi…
Cosa cercano di trapanare?
Cosa stanno costruendo?
E la carne di gallo e’ proteica?

Jul 08

Non so se avete presente l’ultimo film di Batman che uscira’ tra qualche giorno… Bene, non c’entra un cazzo, era solo per fare un po’ di pubblicita’.
Uno degli eventi che hanno catalizzato le mie attenzioni (ed i miei rodimenti di culo) negli ultimi giorni e’ stata la mancanza di luce nel mio appartamento. Il problema e’ stato risolto proprio stamattina, dopo ben due settimane, con un intervento di circa 4 ore.
Ma cominciamo dal principio…
Tornando da Bali, tra le tante cose mi ero accorto di non avere piu’ luce in casa.
Pensando in primo luogo alle lampadine fulminate, ho trascurato momentaneamente il problema mettendomi a dormire, fino a che nel tardo pomeriggio mi sono accappottato per terra grazie al trolley, che chiaramente non avevo ancora disfatto ed era rimasto in mezzo la stanza .
Dopo un consulto telefonico con mio padre, che innanzitutto ha voluto sottolineare il fatto che non ci capissi un cazzo di elettricita’, mi ha svelato che IN TUTTO IL MONDO (ha voluto in particolar modo rimarcare queste parole) ci sono due linee per la corrente (e quindi due interruttori generali… ahhhhhhhh ecco!): uno per le luci e uno per gli elettrodomestici.
Il ragionamento era quindi questo: se ti funzionano gli elettrodomestici e’ impossibile che si fossero fulminate tutte le lampadine insieme, quindi doveva per forza esser saltato l’interruttore generale.
Facendomi forza grazie a questa stupefacente scoperta, ho proceduto all’ennesima esplorazione nel mio palazzo, alla ricerca dei contatori. Questa volta pero’, al contrario della lavanderia ci ho messo meno di tre minuti.
In pratica era il pannello stava vicino l’ascensore (una di quelle cose che uno pur notando 3000 volte, ne sa cosa sia ne tantomeno si chiede a cosa serva).
Il mio intervento e’ stato questo:
- Interruttore su ON: dopo 5 secondi, scoppio.
- Salto all’indietro e conseguente arresto cardiaco per 1,2 secondi circa.
- Ripresa delle funzioni vitali, interruttore nuovamente su ON: dopo 5 secondi, scoppio.
- Battito regolare, respirazione un po’ accelerata.
A quel punto, io che negli ambienti malavitosi vengo giustamente definito IL GENIO, mi sono armato dell’unico strumento da elettricista professionista che avevo in casa: il mio mestolo di legno.
In pratica ho iniziato ad azionare l’interruttore con il manico, prestando la massima attenzione.
Dunque la scena era pressappoco questa: io sul pianerottolo, in tuta, con un mestolo di legno in mano, che “smucinavo” con il quadro dei contatori che continuava ad esplodere.
Ma la verita’ e’ che piu’ per rimanere fulminato, la paura piu’ grande era per l’eventuale comparsa di qualche vicino. Cioe’ come cazzo glielo spiegavo in inglese, col mestolo in mano, che era tutto apposto??
Dopo una serie interminabili di esplosioni, realizzando che non sarei mai stato un buon elettricista, mi sono calmato e l’ho presa con filosofia.
Ho cenato a lume di candela.
E’ quindi iniziato un periodo in cui tutte le sere, come Will Smith in “Io Sono Leggenda”, al calar delle tenebre dovevo farmi trovare pronto. L’unico lume che avevo mandava una luce soffusa, quindi accendevo candele dappertutto. Sembravo il leader di una setta spiritica.
In due settimane credo di aver perso 3 gradi di miopia, ed ora ho ripreso a gattonare come i neonati.
Impossibile riassumere tutti i disagi che ho avuto in due settimane: problemi con l’agenzia (sono andato a protestare quattro o cinque volte), tre interventi tecnici (in cui ogni volta veniva un’elettricista diverso, controllava e diceva “It’s a big problem”, e poi se ne andava), giorni di silenzio, buche un ora prima di venire, appuntamenti alle 7 di mattina (ma che minkia di orari fanno qui??), il tutto inframmezzato da una mia amica che gentilmente si e’ offerta di litigare al telefono al posto mio.
Vivendo per giorni come nel 1700, oggi quando hanno acceso la luce mi e’ preso un colpo. Guardavo le lampadine come fossero l’ultimo ritrovato tecnologico.
Comunque ho due notizie: una bella e una brutta.
La brutta e’ che qui la corrente purtroppo costa pochissimo, quindi avro’ risparmiato credo un dollaro. Ma la notizia bella invece e’ che oggi ho riprovato a camminare. Il dottore dice che tra qualche giorno non avro’ piu’ bisogno del passeggino.

Jun 09

Sabato scorso sono stato a casa della mia insegnante d’inglese, che ha organizzato un party per festeggiare la fine del corso. In verita’ io il corso l’avevo mollato gia’ nelle ultime 3 settimane perche’ non riuscivo piu’ a seguire e a studiare, principalmente per problemi di tempo.
Cio’ nonostante non volevo mancare a quest’ultimo appuntamento con la mia classe e, a dispetto di qualche dubbio negli ultimi giorni, sono stato davvero contento di essere andato.

A causa di qualche misterioso problema organizzativo, a parte qualche piccolo assaggio iniziale, i “pasti” veri e propri (barbecue compreso) sono stati serviti solamente nel tardo pomeriggio. Quindi calcolando che abbiamo iniziato a bere gia’ dalle 14 (quasi a stomaco vuoto), vi lascio immaginare i risultati dopo qualche ora. La festa si e’ svolta quindi in perfetto stile australiano, all’insegna dell’alcool e fiumi di birra (io solo avro’ bevuto una quindicina di bottiglie), e non appena i miei compagni mi faranno avere anche le loro foto pubblichero’ tutto sulla photogallery.

In uno dei rari momenti di lucidita’ della serata, guardandomi attorno, mi e’ capitato piu’ volte di pensare ad un po’ tutte le nostre situazioni.
Tutte queste persone cosi’ diverse tra loro, provenienti da tutte le parti del mondo, con eta’, caratteri e culture differenti, che si sono incontrati per caso grazie un semplice corso di lingue e che ora si ritrovano a bere e mangiare assieme per l’ultima volta in una casa di Sydney. Dall’altra parte del mondo.
Per molti di loro quest’esperienza australiana e’ giunta al termine, poiche’ nel giro di un mese parecchi di loro avranno fatto ritorno a casa. E di questa serata, con tutti i suoi discorsi, le risate e le confessioni, rimarra’ solo il ricordo. Ognuno fara’ ritorno alla propria vita, alle proprie amicizie, alle proprie abitudini, con milioni di fatti da raccontare e tonnellate di foto da mostrare. E come spesso succede in questi casi, nonostante per mesi abbia atteso impaziente la fine di questo periodo, ho scoperto che forse un po’ mi manchera’.

Ora, chi ha letto attentamente gli ultimi commenti sapra’ che tra qualche ora partiro’ per una vacanza di tre settimane a Bali.
La verita’ e’ che, escludendo quest’esperienza australiana, questa e’ la mia prima vacanza che faccio da solo, e francamente sono molto eccitato all’idea. Senza poi dimenticare che a parte qualche giorno qua e la’, erano ben due anni che non non mi facevo una “vera” vacanza, soprattutto durante il periodo estivo. Non ho quindi assolutamente idea della frequenza dei prossimi post, perche’ una volta li’ non so quanto tempo, voglia, o connessioni avro’ a mia disposizione. L’unico fatto certo e’ che non ho proprio intenzione di sparire per tre settimane di seguito, quindi state tranquilli ed attendete fiduciosi miei cenni di vita.

Stay tuned…

PS - La Vodafone Australia non fa servizio di roaming internazionale a Bali, quindi chiunque avesse voluto mandarmi a cagare o semplicemente insultarmi via sms non potra’ farlo.
Di conseguenza in questo periodo saro’ di fatto “irreperibile”, eccetto tramite blog o e-mail.