Mar 26

Nei giorni scorsi, come gia’ accennatovi piu’ volte, sono stato a Surfers Paradise, sulla Gold Coast, per una breve vacanza di quattro giorni in concomitanza con il periodo di Pasqua
In mia compagnia, i sempre piu’ presenti Manuel e Lucio.
Ora parlarvi dettagliatamente di 4 giorni di vacanza sfinirebbe sia me che voi, quindi mi riservo molti spunti che questa vacanza mi ha offerto per i futuri post, parlandovi adesso degli argomenti salienti.

Surfers Paradise e’ la localita’ principale della Gold Coast, e come lascia intendere il nome anche a quelli che con l’inglese ci fanno a botte, significa appunto il Paradiso dei Surfisti.
Questo almeno un tempo.
La Gold Coast e’ un tratto di ben 35 km di spiaggia, dove a partire dagli anni ‘50 c’e’ stata la piu’ frenetica espansione edilizia di tutta l’Australia, che ha portato a costrure una miriade di grattacieli, edifici, ristoranti, parchi tematici ed attrazioni turistiche lungo tutta la costa, stravolgendo il luogo dalla sua conformazione originale.
Ora tutta la Gold Coast attira ogni anno 2 milioni di turisti, ed e’ strutturata in modo che una volta arrivati il vostro portafoglio venga stuprato. Non e’ proprio una meta stracciona, anzi…
Prima della partenza, tutti quelli con cui parlavo paragonavano Surfers Paradise a Riccione. Io li’ non ci sono mai stato, ma se volete farvi un’idea pare sia proprio simile a quest’ultima, anche se piu’ grande.
Dei quattro giorni di vacanza, ne abbiamo passati tre a Surfers Paradise, e ci siamo concessi una piccola gita di un giorno a Byron Bay, una 90ina di km piu’ a sud (in serata comunque siamo tornati nuovamente a Surfers). Per quel poco che ci ho passato, se tornassi indietro farei il contrario, ovvero passerei tre giorni a Byron Bay, ed in una giornata andrei a visitare Surfers Paradise.
Il mio e’ un giudizio chiaramente soggettivo, ma delle due cittadine, ho trovato Surfers fredda, bella e senz’anima, un enorme giocattolone luccicante mangiasoldi, e francamente non mi ha entusiasmato. Byron Bay invece, calda e accogliente, e’ la classica cittadina di mare curata che grazie a clima e spiaggie stupende fa turismo tutto l’anno (in realta’ di spiaggie io sono stato solo a Main Beach, ma ce ne erano anche molte altra sparse tutt’intorno a Cape Byron, che se non fosse per la mancanza di tempo valeva la pena visitare).

L’oceano: il mio primo bagno nell’oceano, che dire…
Negli ultimi anni mi e’ capitato di passare intere estati in spiagge della Sardegna, col mare piatto come una tavola, e per me l’idea delle onde e’ sempre stata associata al brutto tempo.
Da bambino mi ricordo che ogni volta mentre andavo a Ostia, speravo al mio arrivo di intravvedere la mitica bandiera rossa, che segnalava pericolo di balneazione. E per la disperazione di mia madre, armato di ciambellona, mi andavo a scontrare con quei “cavalloni” che mi facevano ruzzolare fino a riva, per mia somma gioia e goduria.
Sono passati piu’ di vent’anni, ma vi assicuro che in questi giorni mi son divertito con l’entusiasmo di allora.
Vedere tutte quelle onde venirti addosso, ininterrottamente per tutto il giorno, godendo nel frattempo del bel tempo e’ stata per me un esperienza fantastica.
Qui data la pericolosita’ del mare, c’e’ da dire che tengono molto sott’occhio la situazione, facendo fare il bagno (a quelli che non fanno surf) tutti raccolti nello spazio di qualche decina di metri, segnalato da apposite bandiere a riva. E tutti quanti a buttarsi felici contro le onde. Di continuo. Come dei deficienti…
Inutile dire che il servizio era impeccabile, al di la’ dei mezzi dispiegati, qui i bagnini sono sempre tutti “appizzati”, e non appena uno si allontanava dalla zona segnalata subito veniva cazziato da una voce al megafono (che ovviamente non capivo).
Non ricordo negli anni recenti di esser tornato mai a riva col fiatone e un sorrisone da ebete stampato sul viso…

Alimentazione: per la felicita’ di quelli che come Guerino & C. mi hanno sempre rotto le palle per le cose che mangio, tanto per recuperare il tempo perduto ho passato quattro giorni ad ingurgitare ogni genere di schifezze.
Oltre alle tipiche specialita’ come hamburger o fish & chips, ho bevuto qualcosa come un ettolitro di milk shake, che qui c’e’ anche in versione “Thick Shake”, ovvero ancora piu’ denso, quello che per succhiarlo con la cannuccia si rischia un embolia al cervello. Ed io ovviamente era quello che prendevo.
Tralasciando poi che in Italia ero abituato a mangiare qualche volta i Muffin solo agli autogrill (solo di due tipi), qua invece l’Australia ti offre qualcosa come 104 gusti intercambiabili ed impensabili, disponibili a rotazione a seconda dei giorni e delle fasi lunari, che uno solo per finire la collezione diventa diabetico. Ho paura di scoprire che uno di quei cosini contenga le calorie di un pandoro! Non voglio saperlo…
Per non parlare delle patatine fritte. Le cazzo di patatine fritte e di chi l’ha esportate in tutto il mondo. Erano ovunque. Mi piovevano addosso in qualsiasi locale, in ogni tipo di menu. Si perche’ poi il mio vero problema e’ stato esser colto in quei giorni da una specie di raptus/fame chimica. Non mangiavo per semplice golosita’. Mangiavo perche’ ero sempre affamato e non mi saziavo mai. Non so cosa mi e’ preso. Una volta in un locale, dopo mezzo kg di carne, una porzione di patatine ed una di pure’, non soddisfatto mi son messo a mangiare anche il pure’ avanzato da Manuel! Senza fondo.
Per bruciare tutto quello che ho mangiato forse sarebbe stato meglio tornare a Sydney a piedi (800 km).

Per il resoconto dettagliato vi consiglio di andare a leggere l’ottimo post del buon vecchio Lucio sul suo blog.
Per il resto invece lascio commentare le numerosissime foto fatte in quei giorni.
Foto?!?
Ah gia’ dimenticavo… dopo avervi fatto dubitare/penare/incuriosire per piu’ di 100 giorni, se andate nella photogallery c’e’ una sorpresa per voi ;)

Feb 24

Dopo tanto maltempo, sono diverse giornate che qui a Sydney e’ tornata finalmente l’estate.
Oggi in particolar modo la giornata era splendida, calda e con zero nuvole in cielo. Mi sono concesso quindi una giornata all’insegna del turismo, con una scarpinata come non facevo da tempo.
Non avendo ancora avuto modo di girare l’Australia come vorrei, ero curioso di vedere almeno per il momento qualche animale caratteristico. E per questo oggi me ne sono andato allo zoo di Sydney.
Pur avendo comprato la guida all’entrata, completa di una mappa dettagliata, tanto per cambiare una volta dentro ho cominciato a perdermi.
I navigatori satellitari GPS hanno bisogno del segnale di almeno tre satelliti, che triangolandosi tra loro riescono a dare la posizione esatta. Io invece ho bisogno di almeno sette punti di riferimento per AZZARDARE approssimativamente dove mi trovo. E questa procedura devo eseguirla ogni 6 minuti, perche’ io al contrario del TomTom mi resetto di continuo.
Dopo l’ennesimo studio maniacale della mappa, mi sono rotto le palle ed ho iniziato a “vagare” a caso, tanto essendo in uno zoo in qualsiasi parte trovavo sempre animali.
Dico subito che ero curioso di vedere in primis (come ovvio che sia) koala e canguri.
Ma a parte i koala, sono stato deluso di non aver trovato i mitici cangurotti: non so se l’hanno tolti, se dormivano, o anche loro di domenica hanno il riposo. Fatto sta che non c’erano.
E non sono stati gli unici, dato che altre aree erano vuote o mancavano alcuni degli animali segnalati.
E’ stato molto carino uno spettacolo di uccelli (e ora giu’ a battute) che ho visto nel pomeriggio, anche se la parte che piu’ mi ha emozionato di tutto lo show e’ stato sentire sul cell di un asiatico la mia stessa suoneria… il trillo del CTU di Jack Bauer! (scusate, ma sono un tipo sensibile).
C’erano anche altri spettacoli in giro per lo zoo, ma non avendo gli orari a disposizione, col mio solito culo ogni volta capitavo nel momento sbagliato.
Inutile ora starvi a fare il resoconto di una giornata allo zoo, sappiate comunque che la giornata stata piacevole, soprattutto per il tempo.
Qualche riga pero’ vorrei spenderla su quando sono andato a vedere l’area dei ragni. Non sembrava uno zoo, ma una casa degli orrori al luna park, mi sono letteralmente cagato sotto.
Sara’ anche perche’ all’entrata vado a leggere una breve spiegazione con differenze tra varie tipologie di ragni piu’ o meno pericolosi, ed in una di queste trovo il famoso (almeno per me, dato che ne avevo gia’ letto a riguardo) “Funnel Web Spider”, la cui particolarita’ oltre a fare la ragnatela a forma conica, se non vado errato e’ che dovrebbe essere il piu’ velenoso al mondo (tranquilli, si trova solo a Sydney… cioe’ ma vi rendete conto che culo???)
Dopo questa sana lettura inizio ad esplorare questa specie di “caverna”. Perche’ tale sembrava.
A parte che era tutto buio e non si vedeva niente, poi c’erano queste teche inquietanti con pochissima luce. Ad un certo punto ho sentito una ragazza davanti a me esclamare “Oh my God!”, quindi volendole credere sulla parola, sono passato alla teca successiva.
Quella del Funnel Web era tipo blindata, con dei piccoli spioncini in vetro (credo antiproiettile). Mi sono avvicinato frettolosamente, ho controllato piu’ che altro che non ci fossero crepe attorno alla blindatura, e me ne sono andato via soddisfatto.
Di ragni inutile dirlo non ne ho visto manco uno, ma mi sono fidato ciecamente delle scritte!
Quando sono uscito ero ancora intento a farmi tutte le seghe mentali su ragni e veleni, che sentendo del solletico sulla mano, appena ho visto un insetto SICURAMENTE velenosissimo e mortale per l’uomo, ho fatto uno scatto con la mano che per poco non mi si staccava. Se ci fosse stata una vecchietta di fianco a me sarebbe potuta entrare in coma per la violenza del colpo.
Ho letto su un volantino della guida che qui allo zoo organizzano dei corsi (si fa tutto in giornata, dura 4 ore e costa 250$ a persona) in cui aiutano a superare le fobie dei ragni e dei rettili, con un successo garantito del 98%. E a garanzia di quanto dicono c’e’ una bella foto con una tipa tutta sorridente mentre tiene un ragnone sul dorso della sua mano. Mi faceva piu’ senso lei del ragno.
Io invece ho pensato di comprare 250$ di gratta e vinci, molto meglio.
Le foto le metto online da domani, scusate ma ora sono troppo stanco. Le mie foto invece come al solito non ci sono, ma questa volta provate a lavorare di fantasia… sforzandovi un pochino non vi sara’ difficile trovare delle somiglianze con un gorilla, una giraffa o dei rettili… fate voi, a buon cuore!

Dec 23

Oggi avendo a disposizione un’intera e splendida giornata di sole per bighellonare, ho dedicato il mio prezioso tempo in terra australiana al vero capolavoro botanico di Sydney: i Royal Botanic Gardens.
Si perche’ se ho paragonato l’Hyde Park ad un piccolo gioiello botanico, quest’ultimi sono un vero e proprio scrigno di pietre preziose.
Nati nel 1816 questi cosidetti “giardini” (mi ci e’ voluta una giornata e mezza per girare tutta l’area), piu’ che ad un enorme parco credo di poterlo paragonare ad un GIGANTESCO museo floreale. Difatti tutte le piante ed alberi sono scrupolosamente contrassegnate con targhette e nomi.
La cosa che piu’ mi ha sbalordito e’ che, mentre in Italia avrebbero messo dappertutto cartelli raffiguranti mitra kalashnikov, filo spinato attorno alle aiuole e una camionetta di vigili urbani presso ogni fontana, qua addirittura in tutti i cartelli di benvenuto ad ogni entrata invitano a camminare sull’erba (con tanto di please!!), annusare le rose, parlare agli uccelli, abbracciare gli alberi e fare picnic sul prato.
E non sto scherzando, vedere le foto per credere…
All’interno, oltre a numerose specie di piante del Pacifico del Sud, alcune specie di piante tropicali custodite nelle serre Arc e Pyramid, una zona con una colonia di “pipistrelli della frutta a testa grigia” (li’ in mezzo con tutti quei versi sembrava di stare in una giungla), c’era una cosa di cui avevo letto ed ero molto curioso di vedere, ma che mi era sfuggita durante la mia prima visita.
La First Farm - la prima fattoria (nelle foto e’quella con il cartello “Cadi Jam Ora – First Encounters), che venne creata nel 1788 dai primi coloni che sbarcarono sul suolo australiano. Di per se non e’ granche’, e’ solo un modesto orto, ma trovo affascinante veder conservato il punto esatto e quello che rimane della prima fonte di sostentamento dei coloni, che crearono dal nulla in mezzo a un terreno allora selvaggio ed ancora incoltivato.
Ah, non so se avete presente la classica foto dell’Opera House con alla sua destra l’Harbour Bridge, che spiccano entrambi al centro dell’intera baia: uno dei punti panoramici piu’ belli di tutta Sydney e’ proprio qui, nell’estrema punta a nord-est dei giardini (il punto esatto si chiama Mrs. Macquarie’s Chairs).
Cmq dopo aver camminato per ore ed ore, e dopo essermi rifocillato a dovere, complice il caldo e la pancia piena, mi sono sdraiato anch’io in perfetto barbone-style a sonnecchiare in mezzo al prato come tutti. Avro’ dormito per circa un oretta sotto al sole… una vera goduria.
La prox volta tornero’ sicuramente attrezzato con una coperta da pic-nic, qualche panino e un libro, e trascorrero’ l’intera giornata ad annusare rose ed abbracciare alberi (di parlare agli uccelli meglio evitare senno’ le battute si sprecano).

Dec 22

Quella che sto sviluppando da quando sono arrivato a Sydney e’ una vera e propria passione per i parchi. Si perche’, quando sono ben tenuti, curati e puliti e’ un vero piacere per gli occhi e per lo spirito trascorrerci qualche ora.
Oggi ho passato mezza giornata all’Hyde Park nel piu’ completo relax.
L’Hyde Park (che prende il nome dall’originale Hyde Park di Londra) nacque nel 1792 inizialmente come primo ippodromo della citta’, in seguito divenne un campo di cricket, per poi diventare alla fine un parco ricreativo.
La cosa figa e’ che e’ circondato da tre grandi strade principali (Elizabeth St., College St. e Liverpool St.) e come al solito a due passi dai grattacieli. Inoltre questo “rettangolone” verde viene letteralmente tagliato in due dall’attraversamento di una strada, Park St.(nome originalissimo), che divide il parco in due grosse sezioni.
Di queste due parti, in quella nord c’e’ all’entrata la fontana Archibald Fountain (dedicata all’alleanza tra Francesi ed Australiani durante la Grande Guerra), il Sandringham Memorial Gardens e la Chiesa di St. James. A sud invece si erge l’ANZAC War Memorial, un museo dedicato ai caduti australiani della Prima e Seconda Guerra Mondiale, con alle sue spalle il “Lake of Reflections” (Lago delle riflessioni). Ho fatto molte foto anche dentro a questo museo, ma vorrei parlarne piu’ approfonditamente un’altra volta.
L’Hyde Park e’ un parco che amo molto per alcune ragioni: innanzitutto ci passo spessissimo perche’ e’ appena a un 15 min di cammino da dove vivo attualmente, ed e’ un passaggio obbligato dalla mia zona verso il centro della citta’ e la baia.
Poi se vogliamo, e’ stata la “prima attrazione” che vidi a Sydney quando, il primo giorno dopo il mio arrivo, alle 7 di mattino ero gia a gironzolare solo soletto in questa citta’ ancora deserta e semi-addormentata. Dopo una decina di minuti ecco spuntare questo parco, proprio li’ in mezzo alla strada, con tipi atletici che facevano jogging e istruttori che facevano fare ginnastica a persone anziane.
Prima scena della citta’ di Sydney. Indimenticabile.
Non so nelle altre citta’, ma a Roma i parchi piu’ grandi (le cosiddette “ville”) sono niente di piu’ che dei semplici spazi verdi, molto essenziali e senza pretese. Per non parlare poi dei piccoli parchi, sistematicamente posti bui e tetri, che al calar delle tenebre diventano dei veri e propri ricettacoli per tossici e gentaglia.
Ma a Sydney non e’ solo il semplice tagliare l’erba che rende questi parchi magnifici. Qui un “normalissimo” parco pubblico e’ tenuto come e meglio di un nostro giardino privato. Perche’ non ci si accontenta di un cespuglio regolarmente potato, no. E’ il superbo livello decorativo e la cura del dettaglio che e’ sorprendente (fiori, aiuole, laghetti, statue e quant’altro). Ma la cosa davvero stupefacente (almeno per me) e’ che tutto questo e’ a disposizione di tutti.
A Roma ci sono i giardini del Quirinale, che seppur belli sono tenuti blindati e vengono aperti solamente un giorno l’anno per poche ore (!). E a parte ovviamente la fila mostruosa, la gente e’ pure contenta di assistere a tale “evento”. Qua invece, questi piccoli capolavori botanici sono pubblici ed aperti tutti i giorni: potete andarci a leggere un libro, passeggiare a piedi nudi sull’erba o schiacciare un pisolino.
Oggi poi ho assistito a questa scena: una donna seduta su una panchina con marito e bambino, ha tirato qualcosa da mangiare ad un uccello (quelli bianchi col becco lungo, fino e nero che ancora non ho capito come si chiamano). L’uccello e’ passato, ha provato a beccare e poi, non avendo gradito se n’e’ andato lasciando li’ l’avanzo. Dopo 10 secondi la signora si e’ alzata, ha raccolto con un fazzoletto quello che aveva gettato, e tornata a sedere e l’ha messo via in una busta.
Ora non prendetemi per uno stupido, ma inizio ad amare queste piccole scene, come amo la naturalezza con cui vengono fatti questi semplici gesti da queste persone.
Credo che nonostante io sia qui da poco, questo diverso modo di rapportarsi e vivere in mezzo alla natura tipico degli australiani mi abbia gia’ contagiato e conquistato. E’ strano, ma oramai mi basta una semplice passeggiata in mezzo a questo bel verde per sentirmi in pace con me stesso. Mah… forse e’ anche per questo che qua sono tutti cosi’ calmi e rilassati. Come del resto in questi giorni sto iniziando a sentirmi anch’io…

PS – Volevo cogliere l’occasione per fare gli auguri a mia madre che oggi (ahilei) compie gli anni. Una sempre affascinante “vecchietta” di ben 51 anni, a cui voglio un sacco di bene anche se non glielo dico mai abbastanza.
Auguri mamma!

Dec 19

Anche oggi altra giornata di “turismo forzato” in attesa dell’ispezione di domani con l’agente immobiliare.
E meno male che ho molto tempo a disposizione, perche’ proprio oggi stavo mentalmente realizzando quanto Sydney sia immensa e quante cose ci siano da fare e da vedere.
Quindi oggi, grazie anche a dei buoni sconto rimediati dalla proprietaria dell’ostello, ho deciso di andare al Darling Harbour. Una volta zona portuale, il Darling Harbour negli anni 80 grazie a massicci investimenti e’ stata trasformata in un enorme area ricreativa. Oltre a un parco giochi per bambini e una ruota panoramica, qui si trovano un grande centro commerciale (Harbourside Shopping Center), numerosi caffe’, ristoranti e molte attivita’ legate ovviamente alla baia (escursioni in traghetto, motoscafi e persino sottomarini). C’e’ poi anche un cinema, l’Imax, che vanta lo schermo piu’ grande del mondo (oltretutto in 3D) che ovviamente essendo io fissato prima o poi dovro’ provare.
Ma i motivi di richiamo principale, a quanto leggevo nella guida, sono il Sydney Aquarium, il Chinese Garden e dei bellissimi musei .
Ora, calcolando che da bambino ho avuto 3 pesciolini, morti dopo pochi giorni x motivi misteriosi, che a me non piace mangiare pesce (tranne i bastoncini Findus, ma probabilmente quello dentro non e’ veramente pesce) e che il cartone animato di Sampei mi e’ sempre stato sulle palle, ho ovviamente deciso di andare a vedere questo mitico acquario, che tra l’altro pare sia uno dei piu’ grandi del mondo (forte anche dei buoni sconto della Sora Cristina).
E devo dire che ne e’ valsa la pena.
A parte il fatto che l’acquario ha ben tre “vasche oceaniche” (ma quanto mi piace sto termine), oltre a foche, pesci, ornitorinchi e creature marine di varie specie, una di queste vasche ospita la piu’ grande collezione di squali in cattivita’. Senza dimenticare che ci sono dei tunnel sottomarini (ovviamente trasparenti) che rendono la visita piuttosto spettacolare, con tutti questi squali ed altri pescioni che ti nuotano intorno.
Mi vorrei scusare per la qualita’ delle foto (che mettero’ online domani), ma dentro purtroppo era molto buio.
All’uscita infine me ne sono andato a gironzolare un oretta in questo Chinese Garden of Friendship che devo dire ho trovato bello, rilassante e molto caratteristico (foto online da domani anche di questo).
Per il resto dovro’ tornare in un secondo momento perche’, sia a Darling Harbour sia a Sydney in generale, ci sono ancora una miriade di posti da vedere ed io ho appena cominciato…